venerdì 19 luglio 2013

Il Caso Wolsky

Un caso quasi dimenticato, ma che a distanza di anni è ancora attuale. Nel 2007 fu eretto in Polonia, per la prima volta nel mondo, un monumento dedicato all’esperienza aliena di Jan Wolski

Il rapimento alieno (Abduction) di 71 anni fa di Jan Wolski presso la piccola comunità agricola di Emilcin nella parte orientale della Polonia, il 10 Maggio 1978, fu il primo rapimento UFO segnalato in Polonia seguito dall’avvistamento avvistamenti di piccoli umanoidi indossanti uniformi nere, come tute da subacquei.

Emilcin

Gli scettici potrebbero contestare la faccenda di Wolski e reputarla una fantasia, perché il testimone principale fu un vecchio contadino dalle umili origini e un bambino di 6 anni. potrebbero contestare anche il fatto che le testimonianze descrivevano gli alieni dal viso e mani verdi e per la descrizione quasi “primitiva” dell’UFO, infatti l’uomo comparò l’astronave ad un bus “con una piattaforma che sembrava fatta di legno”.

Eppure il caso Wolski è molto più di una fantasia. Al contrario, esso costituisce un utile punto di riferimento per lo studio di un sequestro alieno con un tasso di contaminazione sociale dal mondo esterno molto basso, nessuna tendenza ed esposizione mediatica che caratterizzano la ricerca sulle ‘abduction’ attualmente gli Americani. L’ufologia polacca stava emergendo come un’entità indipendente, quando si verificò nel 1978 ad Emilcin, eppure pareva essere pronta per la sfida. La Polonia fu la prima nazione del mondo comunista che sviluppò un movimento civile ufologico attraverso organizzazioni, conferenze e bollettini sia legali che indipendenti dallo stato. Nel caso di Wolski, un team di psicologi, sociologi e medici presso l’Università di Lodz testarono il testimone, controllarono il suo passato, le esperienze ed esaminarono attentamente il suo racconto. Gli scienziati si convinsero che Wolski stava dicendo davvero la verità e qualcosa di inspiegabile accadde a Emilcin.

Emilcin

Sentii parlare di Wolski nei primi anni del 1980, quando Colman von KEVICCZKY del’ ICUFON (INTERCONTINENTAL UF GALACTIC SPACECRAFT-RESEARCH AND ANALYTIC NETWORK) mi mostrò una lettera di 6 pagine battuta a macchina scritta in inglese ‘povero’ con foto allegate e illustrazioni, in gran parte dedicate al caso, scritta da l’ufologo di Varsavia Michael Groszkoewicz. Ho cercato alcuni riferimenti da riviste americane ed internazionali, che descrivevano l’incidente, ma non trovai un resoconto di prima mano. Nel 1982 fu pubblicato in Polonia anche libro a fumetti del caso. Alla fine ho acquisito due reports dettagliati che facevano luce sulla questione. Il primo comprendeva una selezione di diversi rapporti scientifici, le lettere e le trascrizioni di interviste di uno dei principali investigatori, il sociologo Zbigniew Blania Bolnar, incluso nel “UFO Landings in the USSR and Other Countries” del Prof. Felix Zigel nel Vol. 5, recentemente tradotto dal Russo da Dimitri Ossipov e rilasciato dal Dr. Richard Haines assieme al USA-CIS Aerial Anomaly Federation.

La seconda fonte è un rapporto completo sul caso Wolski, basato non solo sulle indagini di Bolnar, ma sulla ricerca di altre associazioni polacche e ricerche individuali. Fu redatto dal WCOE-UFO (Wroclaw Club or UFO Popularization and Exploration) e pubblicato in inglese nel Regno Unito nel ‘Flying Saucer Review (Vol.36, N° 1, Marzo 1991). Anche se si notano alcune discrepanze minori, la struttura di base dei rapporti appare efficace e coerente. La personalità di Wolski i sui tratti folcloristici offrono un affascinante storia (Vera!). Vediamo i dettagli.

Una corsa insolita

Emilcin è un piccolo borgo agricolo composto da circa 70 aziende agricole nella provincia di Lublino in Polonia orientale, non lontano dal confine con la Bielorussia e l’Ucraina. Secondo la relazione del WCPE-UFO, al momento dell’incidente a Emilcin non vi erano scuole, nessuna associazione, nemmeno un giornalaio, ma c’era un solo negozio. Nato il 29 Maggio del 1907, Wolski non lasciò mai la sua nazione Polonia ad eccezione di una sola visita in Ucraina prima della Seconda Guerra Mondiale. Inoltre, Wolski non possedeva un televisore, nemmeno una radio e leggeva il giornale solo quando i suoi figli lo portavano a casa. Da giovane, Wolski aveva letto la Bibbia e i libri di storia, ma come osservò il dott. Bolnar, egli ebbe essenzialmente del tempo libero, lui era il capo della famiglia e nonostante la sua età, la maggior parte del lavoro agricolo dipendevano da lui.

Ricostruzione artistica dell’umanoide dalla faccia e mani verdi

“Giuro solennemente davanti a Dio che il mio racconto sull’incontro con gli extraterrestri del 10 Maggio 1978 è assolutamente vero. Dio mi è testimone, sto dicendo la verità” Questo fu il giuramento firmato da Wolski, un devoto cattolico romano, alla presenza di due testimoni, convinse anche il quasi centenario sacerdote locale, che stava dicendo la verità. Dalla relazione di Bolnar, si scoprì più tardi, che il testimone non conosceva neppure l’esistenza della parola ‘extraterrestre’ e il suo significato. Allo stesso tempo, egli non diede alcun significato religioso all’esperienza, rimase semplicemente perplesso che questi stranieri ‘forse orientali’ che lui vide, forse a causa degli occhi a mandorla avessero la pelle verde. “Non vi è dubbio che la testimonianza fu profondamente convinta che tutto ciò che accadde fu una realtà soggettiva”, scrisse Bolnar.

La storia

Wolski lasciò la sua azienda agricola attorno alle 5 del mattino con un carro tirato da una cavalla di 4 anni. Attorno alle 7 stava percorrendo la strada di campagna, quando vide due persone camminare nella stessa direzione. In un primo momento pensò si trattasse di cacciatori. Gli esseri rallentarono e si misero in atteggiamento come se aspettassero il carro. “Fu in questo momento che Wolski fu colpito dalla sfumatura verdastra dei loro volti”, afferma il rapporto del WCPE-UFO. “Il modo in cui camminavano ricordava l’andamento dei subacquei in fondo al mare: facevano dei “salti morbidi”. Gli esseri camminarono accanto al carro per breve tempo poi balzarono sullo stesso per farsi trasportare. Wolski in seguito li descrisse con gli occhi a mandorla e gli zigomi prominenti. Indossavano una tuta attillata con un cappuccio, l’indumento si estendeva fin su piedi come una sorta di pinna. “La gente dice che questi abiti sono indossati dai subacquei, ma io non ho mai visto un subacqueo quindi non posso dirlo”, scrive il dott. Bolnar di Wolski. Quando il ricercatore chiese al testimone cosa pensasse degli esseri, Wolski rispose: “Nulla, cosa c’è da pensare? Ho visto due tipi strani. E quindi?

L’agricoltore non si sentì mai minacciato dagli esseri. “Non si sono rivolti a me, hanno parlato tra di loro, ma non riuscivo a capire il linguaggio”. Wolski disse a Bolnar che i loro versi erano simili ad un ta-ta-ta-ta senza interruzione. Il carro proseguì con tutti e tre fino ad una radura nella quale era presente uno strano aggeggio aleggiava in prossimità del suolo. Fu descritto come un veicolo rettangolare con un tetto leggermente ricurvo. Wolski non usò i termini UFO o navicella spaziale, ma lo descrisse come un “autobus sospeso in aria” a circa 3 o 4 metri di altezza “al di sotto alla cima delle betulle. Era situato vicino ad una parete fitta di alberi in un angolo appartato della radura, ben nascosto da possibili osservatori esterni”, disse Wolski.

Le dimensioni dell’oggetto variano leggermente a seconda delle diverse fonti polacche. La relazione del WCPE UFO stimò che fosse 5 metri di lunghezza e 3 metri di larghezza e 2,5 metri di altezza; altre stime parlano addirittura di 10 metri di lunghezza. Una caratteristica interessante del mezzo – “bus” – erano degli aggeggi posti ad ogni angolo a forma di canna con coppie di viti rotanti in movimento ad alta velocità che emettevano un ronzio. Gli umanoidi fecero cenno al vecchio contadino di salire sulla piattaforma. I dispositivi tecnologi erano completamente ignoti al testimone. Wolski dichiaro con le proprie parole “Lui mi fece segno di andare con loro. Sono sceso e ci siamo avvicinati a questo autobus, e da ci dirigemmo verso una piattaforme con corde. Uno di essi mi invitò a salire. Lo feci e lui accanto a me, mentre il secondo si voltò verso il cavallo, che in quel momento iniziò a pascolare.”

Uno strano esame

Pur avendo una narrazione sequenziale essenzialmente simile ad altri rapimenti, il caso Wolski è affascinante perché mai Wolski si riferisce alla sua esperienza come ufologia o connessa con termini spaziali. Egli ci dice che, che dopo essere salito velocemente tramite l’ascensore, entrò in una stanza buia e vuota rettangolare, con muri di colore simili alla Bakelite (Ndr: dal nero al marrone scuro) senza di mobili tranne alcune panchine molto piccole. Due esseri simili dalle facce verdi erano all’interno e fecero capire a Wolski di spogliarsi. Il clima in quel periodo era freddo e lui indossava una giacca, un maglione ed una camicia. “Lui mi fece segno di spogliarmi completamente”, riferì’ Wolski al Bolnar, aggiungendo che “Mi tolsi tutto. Uno di loro teneva in mano qualcosa come dei piatti…. si fermò davanti a me mise i piatti assieme per farli aderire. Poi quello che era venuto con me mi mise su di un lato, sollevò le mie braccia e i piatti vennero fatti toccare nuovamente.

Sostanzialmente fu l’esame a cui fu sottoposto Wolski. Egli comunque notò delle cose non comuni nelle altre storie di rapimenti. Per esempio, disse che gli esseri mangiarono “un qualcosa come un ghiacciolo”, che si rompeva come un pasticcino. “Colui che venne con me, ne prese un pezzo e me lo offrì da mangiare”, ma Wolski rifiutò. Interessante la testimonianza che descrisse come una decina di corvi erano posati a terra come fossero paralizzati ma vivi. Secondo la relazione del WCPE UFO, Wolski osservò che le entità che non parteciparono all’esame camminavano nella camera e “di volta in volta” mettendo un bastoncino nero in due buchi in una delle pareti…. l’entità girava questa asta in ogni buco, come si gira la chiave in una serratura.”

Piede dell’umanoide

A Wolski gli fu detto, ancora una volta a gesti di vestirsi, nessuna comunicazione telepatica era stata fatta dagli esseri, e dopo l’esame “loro mi fecero cenno che potevo andare. Mi sono diretto verso la porta, ma mi sentivo a disagio andare via. Mi sono messo il mio cappello in testa e dissi “Arrivederci” (Bolnar dice che Wolski fece un inchino). Anch’essi si inchinarono e sorrisero.” Wolski fece un passo indietro verso la piattaforma che scese immediatamente. “Ero giù. Si fermarono davanti alla porta e mi guardarono, salii sul carro, frustai il cavallo che era spaventato dal bus. “Ci allontanammo e mi diressi al galoppo verso casa, il viaggio durò una decina di minuti,” All’arrivo solo sua moglie era presente, i suoi otto figli arrivarono poco dopo, e li informò loro dell’accaduto, e si precipitarono verso la radura, posto nel quale furono viste molte tracce che parevano essere state fatte da calzature molto strane. Da poco era piovuto e c’era un sacco di fango sulla strada sterrata e sia due dei figli che 4 dei suoi vicini poterono notare la presenza di queste impronte. Un investigatore le descrisse come “trapezoidali, quasi rettangolari di forma e leggermente più lunghe di un normale piede umano. Purtroppo nessun calco o fotografie furono prese. Gli investigatori giunsero ad Amilcin due settimane più tardi, le ricostruzioni e i disegni furono fatti solo in base alle testimonianze del testimoni oculari.

Gli investigatori riuscirono a trovare un ulteriore testimonianza, Adas Popiolek, un bambino di 6 anni il quale stava giocando con la sorellina di 4 anni, in un allevamento situato a 800 metri ad ovest del sito dell’incontro. La madre dei bimbi, che si trovava all’interno della casa, intenta a preparare un pasto, ricordò di aver sentito un tremendo rumore, come un tuono la mattina del 10 Maggio. “Poco dopo” riferisce il WCPE UFO, suo figlio Adas le riferì di aver visto un aereo simile ad un bus, che stava volando molto basso vicino al granaio. Questo ‘aereo’ aveva una sola finestra, ed attraverso di essa, il bimbo, era riuscito a vedere il pilota… Dopo essere passato vicino al cortile della fattoria, l’aereo salii in verticale e poi scomparve. Fu proprio in quel momento che si sentì il suono come un tuono, sentito da altre due persone oltre che dalla madre di Adas.

Un’indagine approfondita

Questi sono sostanzialmente i fatti raccolti dalla narrazione di Wolski, anche se i rapporti sia di Bolnar e del WCPE UFO sono molto più ricchi di dettagli. La profondità dell’indagine svolta dal sociologo dott. Blania Bolnar e il dott. Ryszard cotKitlinsky, psicologo presso l’Università di Lodz, sono veramente ammirevoli. Alcuni dei test eseguiti su Wolski, incluso il test della percezione dinamica, un test del Quoziente dell’Intelligenza nella scala di Wechsler per adulti, una misura Psicogalvanometrica di tensione psichica (una macchina della verità), un test oculistico e test clinici. Un controllo fisico completo fu inserito rivelando che Wolski era in ottima salute, e nonostante la sua età aveva “una qualità eccezionale della vista” che raramente si riscontrava.

La relazione di Bolnar nel libro del Prof. Zigel è di oltre 30 pagine. La valutazione “psicologica e sociologica di Jan Wolski” furono eseguite per capire “Motivi per ipotesi di menzogna” (nessuna secondo la relazione), le sue emozioni, la memoria, lo sviluppo mentale, la suscettibilità, la suggestione, la capacità della fantasia, l’inclinazione nel mentire, la testimonianza di un membro di un gruppo sociale, la testimonianza dei mass-media, il tempo libero, interessi, vizi, la religione ed infine una valutazione “del testimone dal punto di vista del risultato della sua esperienza”. Gli scienziati scoprirono che Wolski fece una testimonianza straordinariamente credibile. Per esempio Bolnar scrisse “I risultati della prova della percezione indica chiaramente che il testimone non ha alcuna capacità di inventare storie del genere. La sua creatività mentale non è evidente, Egli non è in grado di raccontare una storia fittizia, anche se semplice”: Allo stesso modo, un ampio controllo dei precedenti, dimostra ed emerge di come il testimone è una persona onesta, veritiera.., una brava persona, e questo è stato confermato da esami incrociati. “Lui era molto considerato all’interno della sua comunità e non era solito bere alcolici, fumare e non era solito ad esporsi ad un qualsiasi altro vizio sociale.

Monumento eretto nel 2007 in Polonia in onore di Jan Wolski

Soprattutto Wolski era una persona pratica e con i piedi per terra e aveva una personalità molto convincente. Il testimone ha mostrato in generale una “bassa inclinazione alla paura” e non ha riconosciuto la situazione come una minaccia.” Per quanto riguarda il comportamento degli esseri, il soggetto ha sottolineato a più riprese che essi furono educati e lo trattarono con cortesia e considerazione. I Dottori Kitlinsky e Bolnar infine esaminarono e valutarono l’ipotesi della bufala, una allucinazione o un sogno, un’apparizione religiosa, un suggerimento o una coercizione da parte di terzi, l’atterraggio di un elicottero o un velivolo sperimentale ecc. Tutte queste ipotesi vennero preso in scarsa considerazione (1% o 2% delle ipotesi per spiegare l’accaduto). L’eccezione fu definita come “Riepilogo Sommario”: “L’evento con la testimonianza fu una realtà oggettiva. Nel momento cruciale, il testimone di comportò in conformità con la realtà, descrisse un comportamento degli esseri, la disposizione e il comportamento dell’oggetto volante, sviluppo degli eventi..ecc. “Questa “Ipotesi” è stata valutata come credibile al 90% da Kitlinsky e dal 98& da Bolnar. Le loro ultime “ipotesi conclusive” sono quelle nell’indicare l’esistenza di un fenomeno sconosciuto alla scienza”.

Di recente, l’ufologo polacco Piotr Cielebias ha pubblicato la trascrizione di un intervista con Wolski scomparso nel 1990. L’intervista fu condotta da Henryk Pomorski, nel luglio 1978, due mesi dopo l’incidente. Si può leggere qui http://www.ufodigest.com/news/0508/wolski.html. Nel 2005, l’Organizzazione Nautilius Foundation di Varsavia eresse un monumento per commemorare il caso di Wolski, che mostra un cubo di metallo in equilibrio in cima ad una roccia, diventando così il primo rapimento alieno nel mondo che viene ricordato in questa maniera.


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