domenica 21 aprile 2013

La Prossima Prova


Quando ci troviamo di fronte a particolari cambiamenti climatici, tutti noi abbiamo il vizio di dire o perlomeno pensare, quanto sia strano un tempo del genere e come non ci ricordiamo in passato di cose del genere. I tg di tutto il mondo, pompano a meraviglia notizie che ricalcano il nostro stesso interesse climatico e constatano effetivamente quanto sia diverso dal passato e dalla velocità di cambiamento. In questi ultimi anni, il freddo abbiamo notato che è diventato più diretto e forse l' Italia, in diverse zone delle regioni perlopiù sparse, non ha notato molto queste differenze; l' Europa invece ha un diverso modo di provare sulla propria pelle, questi cambiamenti, con neve, ghiaccio, temperature più basse rispetto alla normale stagione e una quantità di acqua che quando piove, diventa una inarrestabile prova di forza sul come non rimanere intrappolati in improvvisati torrenti e pozze d' acqua mortali che si formano per colpa dell' ingente quantità d' acqua caduta e dall' impossibilità dei tombini di canalizzare l' acqua nelle fogne per il suo deflusso. 

Tutto, troppo immediato e inspiegabile. E non ho ancora menzionato il vento che in Italia deve ancora arrivare dove prevedo molto similirmante nei luoghi passati da questi anni, nuove trombe d' aria con l' aggiunta di tornado più numerosi e cicloni mediterranei che si formeranno velocemente nel nostro mare. Aggiungiamo anche i nostri vulcani che per quanto siano maestosi nell' eruttare nuvole di cenere e lapilli, creano alla popolazione enormi disagi. In questi ultimi anni, diversi esperti si sono pronunciati a riguardo sul clima e di come potrà essere direzionato sul freddo globale: la NASA ha annunciato che dei cambiamenti sostanziali stanno avvenendo sulla superficie del Sole, cambiamenti che potrebbero portare al prossimo, lungo periodo glaciale.

Lo Space and Science Research Center (SSRC) in Florida ha condotto ulteriori ricerche sull'affermazione [della NASA] e ha scoperto che i cambiamenti nel sole non sono che l'inizio di una serie di cicli che conducono ad un cambiamento climatico dal freddo al caldo, quindi nuovamente al freddo e così via.

"I flussi della superficie del Sole sono rallentati drammaticamente come la NASA ha indicato", ha affermato il direttore del SSRC, John Casey riguardo la natura di questi cambiamenti.

"Quando il movimento della superficie rallenta, il numero degli spot solari cala in maniera significativa. E quando otteniamo un numero di spot solari minore di 50 puo' voler dire solo una cosa - un clima freddo intenso, a livello globale", ha detto Casey.

La NASA afferma che il ciclo solare 25, quello dopo il prossimo che inizierà in questa primavera sarà a quota 50 o anche meno. L'opinione generale degli scienziati dell'SSRC è che potrebbe iniziare anche prima, entro tre anni con l'inizio del prossimo ciclo solare 24.

Casey ha aggiunto che tutti i principali uffici dell'amministrazione Bush inclusi entrambi i partiti alle commissioni scientifiche del Senato e della Casa [Bianca?] ne hanno ricevuto notifica.

"Faremo del nostro meglio per diffondere la notizia insieme alla NASA e ad altri che possono vedere ciò che sta per accadere al clima della Terra", ha concluso.

Ricordiamoci anche del dottor Habibullo Abdussamatov l’esperto dell’autorevole e prestigiosa Accademia di Scienze Russa ha confermato nei giorni scorsi che l’Europa starebbe andando incontro a una nuova era glaciale: “l’ultima – ha detto – s’è verificata tra 1650 e 1850, in quegli anni proprio nel nord Europa c’era molto più freddo e molta più neve di oggi, il Tamigi a Londra e la Senna a Parigi si congelavano ogni anno, nei Paesi Bassi c’era sempre ghiaccio e neve con tutti i canali congelati. L’umanità è sempre stata prospera durante i periodi caldi e sofferente durante quelli freddi. Il clima non è mai stato e non sarà mai stabile“. L’Inghilterra e tutte le isole britanniche stanno pagando a caro prezzo una stagione, l’ennesima consecutiva, molto anomala per freddo e neve. Anche in quest’inizio di aprile le temperature si stanno mantenendo ben inferiori rispetto alle medie del periodo, e il settore del turismo ha subito danni molto gravi, con mancate perdite per circa dieci milioni di sterline.


Habibullo Abdussamatof è un docente universitario annoverato tra i più importanti astrofisici russi soprattutto per i suoi studi sul comportamento del sole e le conseguenze sul clima del pianeta. Abdussamatof, infatti, guida il progetto “Astrometria” presso il rinomato osservatorio della Accademia delle Scienze Russa di Pulkovo, a San Pietroburgo, analizzando le misurazioni relative al comportamento del sole. I cicli solari vengono associati da Abdussamatof a variazioni del diametro del Sole. Da essi dipende l’irradiazione Solare Totale (TSI) che, secondo l’esperto russo, determina in modo diretto le temperature sul nostro pianeta e il loro andamento. La periodicità di queste variazioni permette di dar conto delle glaciazioni passate e di prevedere il futuro. Ebbene, secondo il prof. Abdussamatof siamo all’inizio di una glaciazione che raggiungerà un massimo attorno al 2055. Lo scienziato ha spiegato le sue teorie in un articolo intitolato “Bicentennial Decrease of the Total Solar Irradiance Leads to Unbalanced Thermal Budget of the Earth and the Little Ice Age” e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Applied Physics Research. In questa pagina si può trovare una dettagliata descrizione del progetto.

Per la raccolta dei dati, i suoi studi si avvalgono del Service Module del segmento Russo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) che permette misure non distorte dall’atmosfera e dall’instabilità della terra. Lo studio ha un obiettivo più ampio: comprendere grazie al Sole, il comportamento delle stelle, e quali siano le variazioni della intensità di radiazione ed del diametro. Un aspetto importante sono le connessioni con la geofisica, la meteorologia, la biologia, la medicina. Infatti tutte le sorgenti di energia tradizionali o rinnovabili, usate dall’umanità sono collegate al sole. La vita sulla terra dipende quasi esclusivamente dalla Irradiazione Solare Totale (TSI). Ogni cambiamento di questo fattore si ripercuote sulla terra e nello spazio ad essa circostante. Il flusso energetico del sole definisce dinamicamente il clima della terra e degli altri pianeti; esso a sua volta è definito dall’area della superficie solare o, in altre parole, dal diametro del sole. Una valutazione esatta delle variazioni del diametro solare è strettamente correlabile alle variazioni nel tempo della TSI ed alle macchie solari.

Il professore ha spiegato che “il bilancio termico annuale nel lungo periodo determinerà in modo affidabile il corso ed i valori sia dell’eccesso di energia accumulata dalla terra che del deficit energetico del budget termico rispetto all’irradiazione solare (TSI), e questo permetterà di predire con largo anticipo l’ampiezza dei prossimi cambiamenti climatici. Dall’inizio degli anni 90 noi osserviamo una diminuzione bicentennale della TSI e della relativa energia assorbita dalla Terra che avrà da ora in poi un bilancio termico negativo che porterà come conseguenza ad una caduta della temperatura fino ad un minimo attorno al 2055″.


Abdussamatof ha anche esaminato il fenomeno del Niño e della Niña, trovando una correlazione coerente con il suo sistema. “I nostri risultati - ha spiegato - indicano che esiste una comune azione del ciclo di 11 anni, e del ciclo bicentennale della TSI sul cambiamento dello stato superficiale e sub-superficiale della parte tropicale dell’Oceano Pacifico. Questa è accompagnata dalla comparsa di correnti calde o fredde (cicli del Niño o della Niña), che influenzano pure il cambiamento climatico. Le caratteristiche da noi 0sservate sul Niño durante gli ultimi 31 anni hanno mostrato cambiamenti in direzione opposta rispetto alle previsioni dei modelli climatici che assumono una importanza predominante dei gas serra”.

Secondo queste previsioni, quindi, il nostro pianeta potrebbe sprofondare in una nuova “piccola era glaciale”. Sarebbe la quinta dell’ultimo millennio, dopo quelle di Wolf nel secolo XIII, di Sporer nel XV, di Maunder nel XVII e di Dalton nel XIX, ad intervalli quasi bicentennali, che confermerebbero la teoria di Abdussamatof. L’aggettivo “piccola” però non ci deve portare a sottovalutare: le conseguenze sarebbero gravissime, come le mostrano esperienze precedenti, segnate da terribili carestie, epidemie, e mortalità diffusa che decimarono molte popolazioni, e costrinsero ad esodi in massa.

Oggi, nel mondo delle tecnologie, probabilmente siamo ancora più deboli e fragili di fronte a simili eventi, anche perchè la propagandistica campagna ormai ultradecennale sui cambiamenti climatici e sul global warming sta portando popolazioni e governi, sia con misure concrete che con approcci psicologici, ad affrontare la “minaccia” di caldo e siccità piuttosto che quella di eventuali glaciazioni con freddi estesi e maggiori nevicate.

In pratica tra il 2015 e il 2020 il raffreddamento dell'Europa potrebbe farsi drammatico con un calo della temperatura media che potrebbe arrivare a 5-10°C tra il 2020 e il 2030 nel caso i conti fatti siano giusti e il processo di disgelo sia andato avanti presentando un'accelerazione aggravata dai processi inarrestabili di feedback.

Questa fase vedrebbe un Nord Atlantico con temperature pesantemente sottomedia e a MIO avviso una nuova riorganizzazione del pack artico secondo il classico schema da AO-,con il ghiaccio che inizierebbe a riformarsi specie ad est della Groelandia sin verso L'Islanda e la regione Scandinava,ovviamente Mar di Barents,Mar di Kara.

Sarebbero questi i tempi più gelidi,comandati da un solar flux azzerato,PDO-,AMO- e corrente del Golfo bloccata con inverni siberiani sin verso l'Europa occidentale,GB con freddo polare e col ghiaccio in avanzamento dalle coste del Nord Europa.


Rimane sempre la solita domanda, che ci ritroviamo a discutere continuamante dunque: è tutto vero? Sono semplici macchinazioni del complottismo? Io personalmente guardo fuori e ammiro il cielo e che faccia freddo o caldo...sono pronto. Niente paura. Questo non è un film e abbiamo tutto il tempo per abituarci all' idea e al fatto compiuto. Stiamo attenti a dove andiamo e prestiamo attenzioni alle condizioni climatiche.

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