martedì 19 marzo 2013

Racconti di Akakor (parte settima)


Io Tatunca Nara, ultimo discendente della stirpe degli Dei e capo della Tribù Eletta Ugha Moungulala, dovetti affrontare l'ultima e più pericolosa minaccia da parte dei barbari bianchi nel 1963; essi scoprirono le miniere d'oro degli Incas, nostro popolo alleato, e misero tutte le loro forze per saccheggiarle e trovarne altre nel nostro territorio. Nuovamente scoppiò un grandissimo conflitto, con gravi perdite da ambo le parti.

Nel 1968, un uccello metallico volante dei bianchi, precipitò: io disubbidii al Gran Consiglio e non uccisi i superstiti, ma li riaccompagnai nella loro città, con la speranza di essere ascoltato dai loro capi e porre fine all'assedio.

La città si chiama Manas, piena di gente che corre, si spinge, a bordo di macchine puzzolenti e rumorose, con case altissime dove la gente che vi abita accumula tutti i suoi beni. Si scambiano pezzi di carta in cambio dei loro beni, e più si ha questa carta, più si ha valore nella loro società, venerato come fosse un Dio; ciò genera inganni e tradimenti, solo per avere quella carta preziosa, così i loro cuori sono pieni di perfidia verso tutti, anche verso i propri fratelli.

La città sembra un formicaio, sempre satura di persone di giorno e di notte, anche se la notte sembra non vi sia mai, essendoci sempre grandi lampade a rischiararla: la gente attratta dalle luci, si riunisce in sale, dove bevono cose stranissime, per ottenere allegria e spensieratezza, visto che in altri modi non la ottengono. Si siedono di fronte a bianche pareti, con occhi sbarrati a guardare figure che si muovono, e di fronte a grandi case illuminate ad ammirare oggetti messi lì in fila. Lavorano sempre e si lamentano sempre. Raramente sono allegri e se lo sono non ridono; sono spesso tristi ma non piangono. Sono esseri ostili e all'interno divisi. Restai nella città per poco tempo, ospite degli ufficiali che liberai, poiché un messaggero venne a cercarmi per comunicarmi che mio padre il principe Sinkaia, oramai molto anziano, era stato ferito gravemente ed era in fin di vita.

Salutai gli ufficiali e ripartii. Mio padre morì poco dopo ed io venni portato dal Gran Consiglio nei sotterranei di Akakor per essere accettato dagli Dei. Condotto lì, mi lasciarono solo, ed una voce proveniente dalle rocce, mi indicò un tragitto, lì vidi cose mirabolanti finchè non mi trovai davanti a delle pietre trasparenti dove 4 esseri, 3 uomini ed una donna, con 6 dita alle mani ed ai piedi, erano immersi fino al petto in un liquido. La voce riprese a parlarmi e ciò che mi disse mi turbò, ma ricevetti l'ordine di non comunicarlo mai a nessuno. Più tardi venni portato all'aperto dai sacerdoti, dove la gente festeggiava la mia accettazione da parte degli Dei. Menzionai quegli esseri ai sacerdoti ma nessuno di loro sapeva nulla, chi li aveva messi li? erano vivi?morti?..e quella strana voce?...nessuno sapeva.

Così erano gli Dei, misteriosamente loro guidano le sorti dell'umanità.

Il Gran Consiglio da me guidato, si riunì nuovamente: i barbari bianchi, erano sempre più vicini a scoprire Akakor, fecero molti prigionieri, ma se uno di noi veniva catturato, non mangiava ne beveva fino alla morte, resistendo a qualsiasi forma di tortura. Io feci distruggere qualsiasi strada portasse da noi, e per evitare di essere scoperti dagli aerei (imparai che si chiamano in questo modo), feci ricrescere la vegetazione sulle cime di ogni edificio, così in pochi mesi la foresta ci coprì totalmente. Nel 1969 ritentai la via del dialogo, e mi recai a Rio Branco fra Brasile e Bolivia, facendomi ricevere dal loro Sommo Sacerdote (n.d.r. si trattava del vescovo della città), egli acconsentì ad accompagnarmi ad Akakor per verificare le mie affermazioni, in cambio di aiuti e della cessazione della battaglia. Stette con noi qualche giorno, poi gli demmo sei lune di tempo per tornare, ed alcuni manoscritti originali dei nostri Padri Celesti.

Aspettammo invano, le nostre prove furono inviate in una città chiamata Roma, e lui, sapemmo poi, morì.

Era il 1970 quando smettemmo di combattere; dopo l'ultima riunione, decidemmo di usare la polvere esplosiva dei nostri compagni tedeschi, e distruggemmo tutto ciò che un tempo era nostro, lasciando che la Foresta Amazzonica ne inghiottisse le ceneri. Tutte le tribù alleate si arresero tranne una, i mangiatori di Serpenti, che accompagnò il mio popolo nelle dimore sotterranee, ed altre 5, che tentarono di resistere sul territorio.

Di noi solo 5000 dal 1971 vivono in superficie per accudire i campi, ma non appena il nemico appare, si ritirano. Ora noi siamo 30,000 e viviamo in 3 dimore sotterranee, le altre sono in rovina, ed una è usata come magazzino. Abbiamo, come un tempo, la luce, l'aria, e gli enormi portali in pietra si muovono, come migliaia d'anni fa, con precisione. I tedeschi studiarono pazientemente tutta la tecnologia presente, fecero delle mappe esatte e studi, ma nessuno riuscì a spiegarla; ora loro sono come noi, i loro figli ed i nostri sono uguali.

Questo è un periodo di apprendimento attesa e contemplazione, ed il nostro cuore è triste pensando ai Tempi d'Oro, quando gli Dei furono tra noi. Pensiamo soprattutto a proteggerci dagli assalti fuggendo nel sottosuolo, però noi, gli Ugha Moungulala, la Tribù eletta, abbiamo la certezza che un giorno Loro torneranno, così come promisero quando andarono via.

Dobbiamo essere forti e resistere ai bianchi, e quando uno di loro si avvicina noi lo respingiamo dicendogli con voce forte ed orgogliosa:

TACI TU: LE TUE PAROLE SONO COME IL BRONTOLIO DEL TUONO E NIENT'ALTRO. RIMANI LONTANO DA NOI CON I TUOI PIACERI E DESIDERI PERVERSI, CON LA TUA INGORDIGIA DI ACCUMULARE RICCHEZZE, LA TUA SUPERBIA ED AVIDITA', IL TUO VOLER ESSERE SUPERIORE AGLI ALTRI, IL TUO AGIRE INSENSATO, IL CONFUSO GESTICOLARE DELLE TUE MANI, LA TUA AVIDITA' DI CONOSCERE TUTTO, QUANDO IN FONDO NON SAI NIENTE.

Così termina la Cronaca di Akakor


A dire il vero termina con una profezia che non si è avverata, ossia che a partire dal 1981, una guerra sarebbe dovuta scoppiare, dapprima lentamente e poi si sarebbe diffusa in tutta la Terra fino alla quasi totale distruzione del genere umano, mediante armi nucleari. Solo allora sarebbero tornati gli Dei e con Loro le tribù elette; una meravigliosa, nuova, età dell'Oro, sarebbe rifiorita.

Ciò ovviamente non è accaduto, ma per chi, come me ha una visione del futuro “differente” non è una buona ragione per liquidare questo testo, come “un profluvio di ignobili scemenze”...anzi! Ora vi illustrerò tutta una serie di fatti, a difesa di questo apparentemente puerile racconto.

Innanzitutto il futuro: la mia opinione è che il futuro non sia altro che un collasso nel presente, di una fra le tante possibilità.

Il tempo non e' lineare, quindi matematicamente non prevedibile.

E' possibile predire qualcosa attingendo più alla statistica, al calcolo probabilistico, avendo così un prodotto che è “una tendenza a...”, piuttosto che “la certezza che domani..” ergo: che il genere umano volga verso il declino, a cui possa susseguirsi una “rinascita” è un evento altamente probabile, anche solo porgendo attenzione al grado di coscienza di chi ci governa. Quindi niente 1981, ma se fosse 2012, 2021, o 2032 non cambia il succo. Inoltre è mia opinione che chi è posto realmente in alto e dirige il mondo lontano dallo sguardo dei mass media, sia ben più scaltro di quanto noi possiamo supporre, ed è capace in un tempo x, di far accadere tutto ciò mentre il 95% della popolazione viva, guarda la tv, oppure va alle urne o allo stadio.

I Toltechi, i Maya, gli Egiziani, gli Indiani, i Celti raccontano tutti che più di 10000 anni fa popoli evoluti abitarono la Terra.

Andate a Nazca, Tiahuanaco, Sacsahuaman (nei pressi di Cuzco), e date una spiegazione logica a ciò che vedete senza parlare di una civiltà superiore all'attuale, se ci riuscite.

Nel 1923 una spedizione partì, penetrando in alcune gallerie alle porte di Lima: su 12, 11 morirono ed uno venne salvato e ricoverato in un manicomio.

Nel 1972 un terremoto sconvolse Lima, rimuovendo le macerie vennero alla luce un gran numero di gallerie perfettamente modellate che conducevano alle Ande, tutte terminavano con una frana che ne ostruiva il passaggio.

Il Popol Vuh, e la Bibbia descrivono, come la cronaca di Akakor, una grande catastrofe. Il Mahabharata, parla di una guerra fra Dei, l'Edda germanica di una insurrezione dei mondi inferiori terminata in un immane disastro. Per Platone nel 9500 a.C. Atlantide si inabissò. Tatunca Nara afferma che nel 10468 a.C. vi fù una guerra fra razze divine.

A Cuzco e a Rio Molar in Argentina, furono trovate iscrizioni ed oggetti in ceramica, identiche allo stile egizio.

Nel Libro dei Morti, il regno di Osiride è in un lontano paese dell'ovest. Akakor?. Per La Cronaca, il regno Divino di Sarmun è in un lontano paese dell'Est.

Pedro de Pizarro, il Peruviano distruttore dell'impero Incaico, popolo totalmente composto da elementi bassi di statura con pelle rossastra, rimase stupefatto quando vide che le donne della Corte Incaica, erano bionde con pelle chiara ed i lineamenti delicati. Ne chiese il motivo, e gli si disse che gli uomini e le donne di carnagione chiara e biondi, sono di stirpe divina.

Machu Picchu, è una rovina archeologica posta a 3000 metri. Nessuno sapeva della sua esistenza, ma grazie alla passione del suo scopritore, Bingham, per le “leggende” locali venne trovata. Nella Cronaca, si spiega che quella città era la dimora di Lhasa, il sublime figlio degli Dei. Col tempo venne lasciata in rovina per sfuggire ai bianchi.

Gli Ostrogoti dominarono l'Italia nel 500 d.C. per una sessantina d'anni finche' vennero spazzati via dall'imperatore romano bizantino Narsete, nel 552. I superstiti di questo poderoso popolo sparirono senza lasciare traccia. Il mistero si risolve leggendo la Cronaca.

Nel 1961 l'etnologo brasiliano Orlando Vilas Boas, ebbe un primo contatto con una tribù, gli Aruak, la sua relazione recita: “Gli indigeni ci vennero incontro, come se ci avessero attesi. Ci offrirono doni. Dissero che avevano il ricordo tramandato di generazione in generazione del ritorno di benefattori stranieri”. Lo stesso che capitò a Cortez nel primo contatto con gli Incas secoli prima, dove trovarono persone “docili, pacifici, amorevoli, gentili e sorridenti”. Li trucidarono tutti.

Forse il primo rapporto di un bianco che tenta di navigare lungo il Rio delle Amazzoni (impresa, a quei tempi, praticamente ai limiti dell'umano e lunghissima), fu stilata da padre Gaspar de Carvajal nel 1600 circa: narra di enormi città bianche, di mercati sulle sponde del fiume, e di tanta gente vestita con abiti multicolori. Un secolo dopo il gesuita Cristobal de Acuna, confermò il racconto.

Il servizio brasiliano per la protezione dell'Indio ha segnalato casi di Indios, dalla carnagione chiara con gli occhi azzurri.

Desidero non scrivere troppo del legame fra i tedeschi e Akakor; non per cattiveria, ma per dare al lettore il piacere della ricerca.

Solo qualche indizio:

nel 1920, Hitler incontrò il poeta Dietrich Echkardt. Quest'ultimo lo influenzò con le sue teorie sulla origine occulta delle tribù germaniche, parlandogli dell'esistenza di esseri sovrumani nella misteriosa Thule, appartenenti ad una civiltà scomparsa. Nel 1927 scrisse prima di morire: “Io ho dato a Hitler l'opportunità di entrare in contatto con “loro”. Ho influenzato la storia più di qualsiasi altro tedesco, non piangetemi.” Poco dopo la società “Thule” da lui fondata, si trasformò in una loggia segreta da cui nacquero i gruppi: “Edelweiss” le “S.S.” ed infine l'”Ahnenerbe”, tradotto: l'eredità degli antichi avi.

Vi lascio all'enorme mole di documentazione presente in rete sull'argomento, sia scritta che video.

Insomma ritengo che le prove a sostegno della veridicità della Cronaca di Akakor siano tante, troppe.

Vi lascio alle vostre congetture esortandovi a cercare le verità dentro di voi, ma prima, concedetemi un consiglio dedicato ai veri “cercatori” assetati di risposte: fatevi un giro a Teotihuacan, pochi chilometri a Nord di Città del Messico, salite sulle piramidi della Luna e del Sole, sedetevi lì con calma e guardate in basso.

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