mercoledì 13 marzo 2013

La Veggente Marie Flandrin

La successione papale di Malachia si conclude con Pietro Romano. E, secondo questa profezia, dovremmo avere ancora due pontefici.

Una veggente francese — Marie Flandrin — scriveva, all’inizio del se­colo, che “ognuno degli ultimi tre pontificati segnerà un crollo:

- sotto il pontificato di ‘De Labore Solis’ crollerà il socialismo
- sotto il pontificato di ‘De Gloria Olivae’ crollerà il capitalismo
- sotto il pontificato di ‘Pietro Romano’ crollerà il mondo del vitello d’oro”.

La prima parte della veggenza si è già avverata. E difatti sotto il pon­tificato di Giovanni Paolo II — “De Labore Solis” — che è crollata l’Unio­ne Sovietica, mettendo in crisi i partiti comunisti e socialisti di tutto il mondo.

Il successore di papa Wojtyla, regnerà in un periodo di grandi conflitti e contrasti, al termine del quale il capitalismo entrerà in grave crisi.

Crolleranno gli idoli che sembravano eterni. E tutto sarà sovvertito, ca­povolto. Ma sarà sotto il pontificato di Pietro Romano che il “vitello d’o­ro” —  cioè il regno del profitto, della speculazione, della ricchezza — crol­lerà miseramente. Sarà questo un momento di grande smarrimento, anche perché saranno necessari molti anni prima che l’uomo riesca a trovare un nuovo sistema, sul quale impostare i rapporti sociali ed economici.

Marie Flandrin dice che “Pietro Romano” regnerà “in un mondo di serpenti e di sciacalli, mandati sulla terra dal Maligno, per ingaggiare l’ultima battaglia”. E sembra che il Vaticano non rimanga escluso da questa infestazione.

Anche per questo, l’ultimo pontefice della successione romana, deci­derà di riportare la chiesa “alla sua culla”, cioè a Gerusalemme.

A questo punto s’inserisce il vaticinio di Frate Timoteo, “creatura so­lare”, che nel 1748 ebbe la visione di san Malachia. Il vescovo irlandese affidò a Frate Timoteo la successione “dei Pontefici in Gerusalemme”.

Pietro II o, meglio, Pietro Romano, concluderebbe pertanto la succes­sione papale a Roma. E il suo compito sarebbe quello di trasferire nuova­mente la chiesa a Gerusalemme. A questo pontefice succederanno “tren­tatrè pontefici, regnanti in Palestina” che amministreranno la chiesa con l’assistenza dei dodici Apostoli.

Com’era avvenuto per Malachia, anche nella successione di Frate Ti­moteo troviamo per ogni pontefice una definizione, iniziando con “Retia iacère”, il primo pontefice che regnerà a Gerusalemme e che, come fece Pietro, “getterà nuovamente le reti”. Seguiranno trentadue pontefici, ognuno contraddistinto da un motto:

- Ventus secundus
- Paene pusillus Caesar
- Florem mittere
- In solitudinem recedere
- Ignem accendere
- Nocturno tempore
- Sacrae littèrae
- Vir nobilissimo loco natus
- Vana spes
- Homo sanctus
- Ad lucernae lumen
- Oriente sole
- Flammas vomère
- Vocum et fidium
- Unus atque solus
- Longe abest
- Gutta sanguinis
- Navem deducère
- Martirio cruciàri
- Numerus tertio
- Concubià nocte
- Folia emittère
- Saxum quadratum
- Imbres imminent
- Crucis signum
- Corona laurea
- Lumen et umbrae
- Flumen secat urbem
- Vir iustus
- Operam perdidisti
- Coeli fulgor
- Itinere deerràre

Trentatrè sono stati gli anni di Cristo. E trentatre saranno i pontefici che regneranno nella culla della cristianità.

Il motto dell’ultimo pontefice è significativo: “Smarrire la strada”. Questo papa dovrebbe regnare alla conclusione dei 6000 anni, secon­do il calendario ebraico. Cioè, nel 2240. Sarà allora che la chiesa “sarà consegnata agli Angeli”. Perché un tempo sarà finito.

http://www.escatologia.biz/baschera_prmondo_timoteo.htm

Nessun commento:

Posta un commento

Ti potrebbero interessare anche...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...