domenica 10 marzo 2013

Il Caso Serpo

Nel vasto panorama ufologico capita di imbattersi in testimonianze che, di primo acchito, non possono non essere ascoltate con sospetto a causa della loro intrinseca deflagrante portata. Tuttavia, cosa pensare quando queste testimonianze trovano una precisa collocazione all’interno di un quadro di eventi di contorno la cui verità è acclarata?

E’ la domanda che occorre porsi in relazione al cosiddetto progetto Serpo, ossia un supposto programma di scambio, avvenuto tra gli Stati Uniti e una razza extraterrestre, nel quale dodici membri delle Forze Armate sarebbero andati sul pianeta Serpo nel 1965, per poi tornare sulla Terra nel 1978.

Le fonti

Dinnanzi a una vicenda di questo tipo, è essenziale procedere con accuratezza nell’indagare la fonte da cui provengano le informazioni. Infatti, sarebbe lecito pensare che una storia simile non sia altro che il frutto della mente di qualche scrittore di fantascienza.

Innanzitutto, il primo vago riferimento a un programma di scambio tra il governo degli Stati Uniti e una razza extraterrestre si ebbe nel 1983 quando la celebre studiosa Linda Moulton Howe, all’epoca impegnata nella realizzazione di un documentario per la HBO dal titolo “The ET Factor“, venne contattata da un certo Richard C. Doty, sergente dell’USAF, il quale le disse di avere ottenuto un nulla osta che gli consentiva di fornirle documenti ufficiali, fotografie e filmati comprovanti un avvenuto programma di scambio umani-alieni che, a suo dire, sarebbe iniziato nel 1964 e avrebbe visto la partenza dalla base di Holloman di una astronave, con a bordo equipaggio terrestre, diretta verso Zeta Reticuli. Tuttavia in seguito Doty si tirò indietro e disse che il nulla osta gli era stato revocato e che, di conseguenza, non era più possibile alcun rilascio di informazioni.

Sempre negli anni Ottanta, un altro famoso studioso, Whitley Strieber, affermò di essere stato avvicinato durante una conferenza da un uomo che gli si presentò come membro di un team partito per un altro pianeta su una astronave extraterrestre, ma all’epoca non vi prestò particolare attenzione dal momento che ciò non era supportato da prova alcuna.

Ma è a partire dal 2005 che la vicenda torna in scena in piena luce in un gruppo di discussione a inviti su internet frequentato da numerosi ricercatori di fama internazionale, ufologi e scienziati, gestito da un certo Victor Martinez, ex impiegato di vari enti federali statunitensi.

E’ il 2 novembre 2005, quando un utente, col nickname di “Anonymous”, affermando di essere un funzionario in pensione della DIA (Defense Intelligence Agency) comincia a narrare nel dettaglio, in una serie di interventi che continuarono fino all’anno successivo creando un feroce dibattito, la vicenda di cui Linda Moulton Howe e Whitley Strieber avevano avuto solo vaga notizia.

Dalla Terra a Serpo

Il racconto di Anonymous prende le mosse dalla vicenda di Roswell e, come dimostrato dal fisico nucleare statunitense Stanton Friedman, precisa come in realtà i crash siano stati due: uno nei pressi di Corona, a 75 miglia da Roswell, e un altro a sud di Datil, sempre nel New Mexico. Anonymous afferma, in ciò supportato da numerose testimonianze incrociate di persone presenti in loco, che un unico membro dell’equipaggio sopravvisse. Insieme agli altri cadaveri, esso sarebbe stato portato al Los Alamos National Laboratory dove sarebbe stato in seguito stabilito un contatto con l’entità extraterrestre, la quale avrebbe fornito l’indicazione del suo pianeta di origine, Serpo nella propria lingua, nel sistema di Zeta Reticuli. A seguito di una vasta operazione di retroingegneria resa meno difficoltosa dalle spiegazioni dell’entità aliena, il dispositivo di trasmissione presente sulla astronave venne riparato e fu aperto un canale di comunicazione con Serpo.

Nel 1952, stando al resoconto di Anonymous, l’alieno morì, ma era già in atto una trattativa per iniziare un programma di scambio tra le due culture. I problemi di comprensione linguistica reciproca fecero sì che, specie dopo la morte dell’extraterrestre, i tempi tra un messaggio e l’altro fossero piuttosto lunghi, ma infine venne stabilito, dietro approvazione del presidente Kennedy, che avvenisse un incontro il 24 aprile 1964 nelle vicinanze della base di Holloman.

Sempre secondo Anonymous, il medesimo piano venne avallato anche dal presidente Johnson il quale avrebbe deciso la preparazione di uno speciale team che si recasse su Serpo.

Durante l’incontro dell’aprile del 1964 sarebbero stati decisi i dettagli dello scambio che sarebbe iniziato nel luglio dell’anno successivo e avrebbe visto la partenza di dodici terrestri alla volta di Serpo su una astronave aliena.

Anonymous fornisce dettagliate informazioni sull’addestramento che venne impartito a coloro che sarebbero dovuti partire per Serpo: approfondite nozioni di astronomia, fisica, psicologia, nutrizione, biologia, linguistica, sessioni a gravità zero e in scarsità di ossigeno, tecniche di interrogatorio e di resistenza agli interrogatori sotto stress psicologico, periodi di isolamento prolungato, tecniche di sopravvivenza in ambienti ostili, ecc.

Ma è sulla composizione del team che si sono levate le prime critiche: Anonymous riferisce che esso sarebbe stato composto da dieci uomini e due donne, tutti provenienti dalle Forze Armate. Secondo alcuni studiosi, la presenza di personale di sesso femminile è altamente improbabile. All’epoca, infatti, vi erano sì donne nell’Aviazione, così come nella Marina e nell’Esercito ma, a differenza di quanto avviene da quasi un ventennio, la loro presenza era limitata al settore medico, amministrativo e logistico. Di conseguenza, non vi sarebbero state donne con una preparazione tecnico-tattica adeguata per un’operazione del genere, senza contare, inoltre, che non vi erano neppure donne astronauta all’epoca.

A detta di Anonymous, nel luglio 1965 giunse in Nevada, come da accordi, una astronave proveniente da Serpo sulla quale vennero imbarcati i dodici membri del team. Egli riporta persino alcune parti tratte dal diario di bordo del comandante del team, nelle quali si può leggere come fosse forte il senso di disorientamento temporale subìto dopo la partenza dal momento che gli strumenti di misurazione del tempo non funzionavano più (su questo aspetto torneremo in seguito).


Segue una serie di informazioni relative alla cultura e alla società di Serpo, informazioni il cui interesse è relativo dal momento che, poiché si potrebbe essere tentati di ritenere il tutto una mera utopia echeggiante, in chiave moderna, Tommaso Campanella e Francis Bacon, l’unico elemento da dover indagare approfonditamente è la possibilità che quanto raccontato corrisponda a realtà.

Coloro che ritengono l’intera vicenda nient’altro che una fantasiosa invenzione, contestano le indicazioni fornite da Anonymous in relazione alla distanza di Serpo dai due soli del sistema Zeta Reticuli e all’orbita del pianeta, dal momento che esse sarebbero in totale contrasto con la terza legge di Keplero. A questa accusa Anonymous ha risposto che gli scienziati stessi erano stupiti dai dati in loro possesso e che erano giunti alla conclusione che le leggi di Keplero non fossero applicabili in quel sistema solare. Tuttavia, se effettivamente si trattasse di una costruzione, il primo elemento cui prestare attenzione sarebbe costituito dalle leggi della fisica. E’ proprio questo apparente errore che dà da pensare: tutti noi, se volessimo creare una storia di questo genere, staremmo bene attenti a renderla plausibile almeno da un punto di vista fisico dal momento che è proprio nella esatta applicazione delle leggi fisiche che si può passare attraverso il primo vaglio della critica, pronta a tacciare di falsità quanto si discosti dal sentire comune.

Secondo ulteriori interventi di Anonymous, il programma sarebbe dovuto terminare nel 1975 ma, per ragioni non divulgate, esso ebbe fine nel 1978 e vide il ritorno sulla Terra di soli sei membri del team, dal momento che due erano morti su Serpo e quattro avevano deciso di rimanere.

A partire dall’agosto 2006, gli interventi di Anonymous cessarono all’improvviso. Solo nel dicembre 2006, a mo’ di canto del cigno, vennero inviate a Victor Martinez delle foto che si sarebbero presto rivelate false.

Ipotesi

Dinnanzi a un resoconto di siffatto tenore, si aprono sostanzialmente tre ipotesi:

1) Anonymous è un mistificatore, non è mai avvenuto alcun programma di scambio con alcun pianeta extraterrestre: questa è l’ipotesi cui ogni mente razionale vorrà tranquillamente adagiarsi e pascersi voluttuosamente.

2) Anonymous si è limitato a riportare in maniera fedele tutto ciò di cui è entrato in possesso, raccontando una storia vera rimasta nascosta per decenni, le cui crepe sono dovute all’intrinseca inusualità delle vicende occorse. Riguardo alla esistenza di un programma di scambio con una cultura extraterrestre non vi sono prove dirette a supporto: vi sono informazioni rilasciate a due ricercatori negli anni 80, voci insistenti in circolazione negli ambienti governativi e ufologici, testimonianze di altri utenti anonimi a supporto di quanto affermato da Anonymous, la testimonianza dello stesso Richard C. Doty.

Un particolare interessante, per quanto potrebbe essere una semplice coincidenza, deriva dall’interesse mostrato dalla NASA all’inizio degli anni ’70 per le ricerche di cronobiologia svolte da Michel Siffre, geologo francese noto per aver trascorso lunghi periodi all’interno di miniere per vedere la capacità dell’organismo di tenere conto del passare del tempo in assenza di strumenti di misurazione. Come si è visto prima, Anonymous riportò che tutti i membri dell’equipaggio in rotta verso Serpo soffrirono di forti problemi di computazione del tempo, dal momento che gli strumenti in loro possesso avevano cessato di funzionare. Questo non prova alcunché, ma è senza dubbio un elemento interessante.

In ogni caso, ciò non può e non deve bastare al serio ricercatore che tenta di scoprire se un evento abbia avuto luogo.

3) L’ultima ipotesi è che Anonymous sia un agente della disinformazione: egli ha sapientemente mescolato dati falsi e inventati con vicende effettivamente accadute nel tentativo di screditare le seconde è indurre le persone a ritenere falso ciò che anni di ricerche hanno dimostrato essere vero oltre ogni dubbio. Chi scrive ritiene che sia questa l’ipotesi più probabile, dal momento che rientra in una strategia ben precisa e messa in atto innumerevoli volte. Basti pensare, su tutti, a Bob Lazar, sedicente fisico che avrebbe lavorato nella famosa Area 51 in un’operazione di retroingegneria su un disco volante precipitato: dopo rivelazioni interessantissime, la sua figura è miseramente caduta allorquando le sue credenziali non sono risultate corrispondenti a realtà e, soprattutto, dopo che in numerose interviste egli dimostrò una conoscenza della fisica poco superiore a quella di un ragazzino di prima media.

Ciò che deve balzare subito all’occhio è questo: nel momento in cui l’attività di un soggetto che aveva fornito una serie di informazioni che partivano dal crash di Roswell e toccavano tutta l’attività di retroingegneria su un disco alieno, termina con l’invio di materiale fotografico che si dimostra palesemente alterato, il sentimento che prenderà piede nelle menti di tutti sarà quello di ritenere che anche il crash di Roswell e la susseguente retroingegneria non siano altro che fantasticherie. Ed è proprio questo l’intento di molti fittizi rivelatori, eterodiretti da una sapiente regia: delegittimare il fenomeno, minarlo alle fondamenta. E’ una strategia certamente più subdola e, per chi la mette in opera, più oculata rispetto a quella di voler affermare l’inaffermabile, ossia, come fatto in passato, che a Roswell è caduto un pallone sonda o che (seconda teoria ufficiale, totalmente diversa dalla prima…) sarebbe caduta una sonda del progetto Mogul con a bordo manichini. A storielle di questo tipo per tenere buone le masse non vi presta credito più nessuno, per cui era facilmente prevedibile il ricorso al discredito.

Conclusione

Di conseguenza, ancora una volta si comprende come in tematiche di questo tipo sia estremamente difficile distinguere ciò che è vero da ciò che è plausibile e da ciò che è totalmente inventato per screditare ciò che è vero.

Il progetto Serpo è certamente un argomento di sicuro interesse ma, allorquando si dovesse scoprire che non solo le foto inviate erano fittizie, ma l’intera storia del progetto di scambio era frutto di una costruzione, occorrerà però tenere del tutto distinti i fatti di Roswell, avendo ben presente che, per alcune ore di quel lontano 8 luglio 1947, la cortina di fumo posta dalla politica dell’insabbiamento non era ancora stata calata sul fenomeno ufo.

Il comunicato stampa fornito quel pomeriggio dal Public Information Office del 509° Gruppo da Bombardamento del Campo di Aviazione di Roswell su ordine diretto dell’allora comandante della base, Colonnello William Blanchard, è un documento ufficiale e visionabile, non un post di fonte anonima su internet.

Esso dovrebbe imprimersi molto bene nella mente di coloro che ancora sghignazzano sentendo parlare di Ufo ed è per questo che, a mo’ di chiusa, forniamo una traduzione della prima parte del comunicato: “Le numerose voci concernenti i dischi volanti sono finalmente diventate realtà ieri, allorquando il Reparto Informazioni del 509 Gruppo da Bombardamento dell’VIII Forza Aerea del Campo di Aviazione di Roswell ha avuto la fortuna di entrare in possesso di un disco con la collaborazione di un allevatore del posto e dello sceriffo della Contea di Chaves“.


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

BERLINER Don – FRIEDMAN Stanton, Crash at Corona: The U.S. Military Retrieval and Cover-up of a Ufo, Paraview Special Editions, New York, 2004

FRIEDMAN Stanton, Top Secret/Majic: Operation Majestic-12 and the United States Government’s UFO Cover-up, Marlowe & Company, New York, 2005.

SIFFRE Michel, Six Months Alone in a Cave, National Geographic, v.147, no.3, March 1975, pp.426-435

http://ildemocratico.com/2013/01/08/ufo-nuovi-pianeti-il-progetto-serpo/

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