mercoledì 20 marzo 2013

Fratello minore, Cittadino del Cosmo

(Nasa)















I numeri sono davvero impressionanti anche se, usando la ragione, potremmo dire scontati: è impossibile che esista solo una Terra attorno a una stella tra i milioni e milioni di stelle della Via Lattea. Però mentre prima si trattava solo di una supposizione ora il risultato è basato sulla realtà, dunque credibile e da tenere in seria considerazione.

17 MILIARDI - Durante il meeting dell’American Astronomical Society in corso in California, è stato presentato uno studio riguardante i pianeti extrasolari partendo da quelli scoperti con il satellite Kepler della Nasa lanciato a tale scopo quattro anni fa, nel 2009. Il fatidico risultato indica l’esistenza di 17 miliardi di pianeti extrasolari della taglia pressappoco uguale alla Terra esistenti nella nostra galassia. La cifra emerge dalle osservazioni compiute su 150 mila stelle e poi estrapolate considerando i cento miliardi di astri presenti nella Via Lattea. Quindi il 17 per cento delle stelle ha attorno almeno un pianeta con una dimensione 1,25 volte il nostro.

I DATI - L’indagine è stata condotta da Francos Fressin dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics che, tra l’altro, è anche lo scopritore del primo pianeta simile alla Terra. Entrando nei dettagli, la valutazione aggiunge che almeno una stella su sei ha un pianeta di questa taglia mentre un quarto dei corpi extrasolari individuati raggiunge anche la taglia doppia della Terra e un altro quarto arriva a quattro volte. Soltanto il 3 per cento rivela sei taglie e per il 5% è costituita da pianeti giganti (tra 6 e 22 taglie terrestri) impiegando sino a 400 giorni per un giro completo intorno all’astro-madre. Gli altri corpi minori hanno orbite più brevi anche perché sono più vicini.

NUOVI PIANETI - La tecnica adottata da Kepler è quella di misurare il debolissimo affievolimento della luce della stella quando il pianeta le passa davanti. In California è stato anche compiuto un bilancio della missione del satellite annunciando l’individuazione di ulteriori 461 candidati pianeti extrasolari (portando il totale a 2.740) in buona parte delle dimensioni analoghe alla Terra. Quattro di questi sono ora particolarmente studiati perché situati anche nella zona abitabile dove l’energia ricevuta consentirebbe lo scorrere dell’acqua in superficie. Le conclusioni delle relazioni americane sull’argomento presentate al meeting sono interessanti e si possono riassumere in tre punti: l’esistenza di pianeti extrasolari è assolutamente normale nell’evoluzione di stelle e galassie; la presenza di corpi delle dimensioni paragonabili alla Terra è molto più alta di quanto si prevedesse; la scoperta di un gemello del nostro «pianeta azzurro» si avvicina sempre più.

Si tratta, naturalmente, di un primo, grossolano calcolo approssimativo, tuttavia significativo.

Bisogna ricordare che gli attuali metodi di osservazione favoriscono l'individuazione di certi tipi non pianeti e meno di altri (ad esempio i giganti gassosi orbitanti molto vicino alla stella, assenti nel nostro sistema, comuni tra i primi scoperti) e che trattasi, sino ad oggi, di meteodi di rilevamento "indiretti" (non si "vede" direttamente il pianeta, ma se ne deduce l'esistenza dagli effetti luminosi o gravitazionali).

Inoltre, l'aver dimensioni simili a quella terrestre è di per se' un'approssimazione molto ampia, per individuare delle simil-terre occorre anche che torni il tipo di stella e la distanza da essa, la composizione del pianeta, la sua gravità, i suoi dati orbitali eccetera.

Ma anche applicando tutti questi filtri il numero resterà enorme, tanto più che potrebbe anche peccare in difetto e, soprattutto, esiste un numero immenso di altre galassie, alcune delle quali anche più grandi della Via Lattea, come la "vicina" (in terminini galattici) Andromeda. La presenza di forme di vita è dunque estremamente probabile.

E' sicuro che ci siano altre forme di vita, l'unico problema è che non ci si trova, per problemi di distanza e di tempo. Magari sono esistiti milioni di anni fa, un tempo relativamente piccolo rispetto ai tempi dell'universo, o forse esisteranno tra 100000, o un milione di anni, e noi non ci saremo più.

Ma tutto cambierebbe se tornassimo all'ipotesi UFO di Paolo Bolognesi che vede una razza Ex-Terrestre aver preso la via delle stelle nel nostro lontano passato, sostanzialmente colonizzando i pianeti abitabili più vicini al sistema solare.

Ciò coinciderebbe con la visione di una società progredita pre-diluviana (Atlantide?) la quale potrebbe aver avuto origine a sua volta da extraterrestri provenienti da un altro pianeta.

Insomma gli Ex-Terrestri di Paolo Bolognesi, potrebbero essere Ex-Marziani o di chissà quale altro pianeta. Potremmo essere i fratelli minori di una famiglia di Umanoidi di questa porzione di spazio.

Immaginare una galassia abitata da civiltà Umane/Umanoidi mi fa sentire di appartenere a una realtà ancora più grande di quella che conosciamo. Da non considerarsi più come solo un "cittadino del mondo", ma addirittura un "cittadino del cosmo"!!!

A questo punto mi sovviene un ulteriore considerazione.

Se il genere Homo è stato creato per ibridazione mischiando il DNA di una di queste civiltà "Umane Extraterrestri" (Anunnaki? Elohim?) con un animale indigeno, forse prima di poter entrare a pieno titolo nell'insieme di queste civiltà "Umane Extraterrestri" evolute il genere Homo deve dimostrarsi degno.

Ecco perchè l'Homo ancora non è in grado di, diciamo, aprire il "terzo occhio" nonostante gli aiuti forniti da questi "fratelli dello spazio".

Ciò porrebbe l'Homo in una posizione arretrata rispetto a queste altre civiltà che potrebbero avere visitato la Terra in passato, forse insediandosi in alcune aree (mesopotamia, valle dell'Indo, Sudamerica, Antartide), magari provenendo da pianeti molto più vicini a noi di quanto non si pensi... il genere Homo potrebbe essere, usando la logica di Paolo Bolognesi, per il 50% del proprio DNA "Ex-Marziano" più che "Terrestre" se proprio vogliamo utilizzare queste etichette.

Chissà quanti ce ne saranno là fuori...

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/13_gennaio_08/via-lattea-pianeti-come-terra_245388a4-59a0-11e2-bf1c-a7535a9f5f63.shtml

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