mercoledì 9 gennaio 2013

L'Armonia tra Scienza e Spirito

Spesso tra le pagine del Progetto Atlanticus abbiamo parlato di una "Eredità degli Antichi Dei"


Una eredità tecnologica e spirituale che ci insegna che non esiste separazione tra scienza/tecnologia e spiritualità e che, anzi, le due cose debbano andare di pari passo, in un percorso comune di "evoluzione" al fine di poter utilizzare con armonia gli enormi poteri che la conoscenza permette.

La Grande Conoscenza, quella che 5000 anni fa fu messa per iscritto nei testi spirituali indiani chiamati Veda (conoscenza) non è mai caduta in cattive mani, dopo la seconda guerra mondiale è iniziata la costruzione definitiva di una coscienza planetaria basata su nuovi concetti, nuovi valori e nuove visioni. È apparso un ponte energetico tra Oriente ed Occidente, tra la fredda scienza meccanica basata sull'empirismo sensoriale e la sublime scienza olistica delle energie sottili creata dalle innumerevoli esperienze di chi vede bene e conosce direttamente le dimensioni sia dentro che fuori dal corpo.

Diceva il teologo Teilhard de Chardin : "Niente nell'universo può resistere all'ardore convergente di un numero sufficientemente grande di intelligenze raggruppate e organizzate."

Nello svolgersi della travagliata storia umana c'è chi ha resistito e ha mantenuto intatta e viva la Conoscenza Eterna, è riuscito a farlo perché aveva ed ha ancora il potere di farlo.

L'inaccessibile Himalaya è stato ed è ancora quello che si può semplicisticamente definire il ‘quartier generale' della conoscenza, la sede naturale del sapere. Da decenni è iniziato un lento, progressivo ed inarrestabile processo di incontro e condivisione, la conoscenza non va imposta o predicata ma offerta liberamente a chi vuole sapere. Lo scopo della vita è manifestare la divinità della vita su tutti i piani dell'esistenza.

Una volta molte conoscenze non erano state capite da tutti ma almeno erano potenzialmente accessibili, poi è scattato uno spietato piano di cancellazione ed i saggi depositari della Grande Conoscenza sono volontariamente scomparsi dalla scena pubblica. I popoli ignoranti sono marionette più facili da spaventare, controllare e manipolare a piacimento.

Nel dicembre del 1955, a Parigi, lo storico Renè Alleau, amico di Pauwels e Bergier, pronunciò queste parole davanti all'Assemblea degli Ingegneri dell'Automobile: "Che cosa ci resta delle migliaia di manoscritti della grandiosa biblioteca di Alessandria fondata da Tolomeo Sotere, di quei documenti insostituibili e per sempre perduti della scienza antica? Dove sono le ceneri delle duecentomila opere della biblioteca di Pergamo? Che ne fu delle collezioni di Pisistrato ad Atene, della biblioteca del Tempio di Gerusalemme, e di quella del santuario di Phtah a Menfi? Quali tesori contenevano le migliaia di libri che nel 213 avanti Cristo furono bruciati per fini politici dall'imperatore cinese Cheu-Hoang-Ti? In queste condizioni noi ci troviamo nei confronti delle opere antiche come davanti alle rovine di un tempio immenso di cui restano soltanto poche pietre".

La distruzione sistematica dei libri di conoscenza è andata avanti secolo dopo secolo, da una parte c'era la distruzione fisica dei testi e dall'altra la minaccia violenta, i testi non riconosciuti dalle autorità ecclesiastiche sono stati proibiti e messi all'Indice. Chi leggeva i libri messi all'Indice peccava gravemente, andava contro il volere di Dio.

Dei tanti Vangeli scritti su Gesù la Chiesa ne ha eliminati molti, tutti quelli che contenevano insegnamenti non in linea con la strategia dominatrice della gerarchia ecclesiastica. Eppure l'apostolo Giovanni dà un segnale preciso dell'incompletezza del messaggio riferito decenni dopo la dipartita del Maestro: "Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere."

Galileo e Newton sono stati dei grandi scienziati ma hanno ammesso di dovere molto alla scienza antica. Copernico nella prefazione alle sue opere, dedicate a papa Paolo III, scrive testualmente di aver trovato l'idea del movimento della Terra leggendo degli scritti antichi che derivavano dall'antica filosofia indiana.

Le teorie atomiche, ad esempio, non furono formulate per la prima volta dai filosofi greci Democrito, Leucippo ed Epicuro. Sesto Empirico ci informa che Democrito stesso le aveva apprese dal grande viaggiatore Mosco Fenicio il quale sosteneva che l'atomo è divisibile. Atomo vuol dire non (a) divisibile (tomo), evidentemente gli atomisti greci davanti alla profonda complessità della conoscenza antica si erano fermati. Per la cultura di allora accettare l'esistenza del piccolissimo atomo era già una stupefacente frontiera.
 
Recentemente alcuni scienziati della nuova frontiera hanno ripreso in considerazione l'ipotesi che nell'atomo ci sia una qualche forma di intelligenza. Io incontrai anni fa insieme al mio amico Paolo Mancini lo scienziato, ora deceduto, Marco Todeschini.

Questo ingegnere, ignorato dall'apparato accademico italiano, aveva elaborato una teoria scientifica, molto apprezzata all'estero, chiamata Psicobiofisica, per cui all'interno di ogni atomo c'è un anima vitale intelligente piuttosto simile alla nostra. Per la sua esposizione scientifica precisa e comprensibile Todeschini fu proposto, dagli americani, al premio Nobel per la fisica. Un altro grande scienziato ignorato in Italia (morto recentemente a più di 90 anni) é stato Ighina, collega di Marconi. Sosteneva anche lui delle intepretazioni molto innovative sulla vera natura dell'atomo; eppure il mondo moderno é cambiato proprio grazie alla genialità di altri due scienziati italiani, Marconi (la radio) e Meucci (il telefono).

Spiegava Fulcanelli nel suo libro le Dimore Filosofali: "L'attività vitale, molto evidente tra gli animali e i vegetali, non lo è di meno nel regno minerale, benché esiga da parte dell'osservatore un attenzione più acuta. I metalli effettivamente sono corpi vivi e sensibili, cosa di cui sono testimoni i termometri a mercurio, i sali d'argento, i fluoruri etc.....".

Ogni cosa che esiste vive, vibra e comunica. Comunicare bene porta alla comunione. La comunione porta all'estasi. L'estasi è un'esperienza vitale scientifica e spirituale.

Nel Tao della Fisica lo scienziato Fritjof Capra critica il dogmatismo scientifico e da scienziato di frontiera afferma che la teoria scientifica è, nella migliore delle ipotesi, un'approssimazione, il tentativo, da parte di qualcuno, di elaborare un modello della natura fondamentale e dei processi della realtà fisica e di documentarli.

Una scienza perduta sta riemergendo lentamente nella mente di molti esseri umani, la scienza eterna della vita, dell'energia vitale e della comunicazione tra tutti gli esseri viventi.

Cerchiamo adesso di riassumere gli insegnamenti vedici in poche parole.

1. Noi siamo coscienza eterna ed indistruttibile. Viviamo in un corpo fisico in continua trasformazione.

2. La reincarnazione è un dato di fatto testimoniata dalle molte anime realizzate che ricordano le loro vite precedenti.

3. La mente può essere amica se si conoscono bene le sue funzioni. All'istante della morte la coscienza eterna lascia il corpo fisico e si porta dietro i ricordi immagazzinati nella mente

4. La meditazione deve essere una pratica spirituale quotidiana che permette allo spirito incarnato di raggiungere e mantenere la pace mentale, requisito fondamentale per vivere felicemente e in buona salute.

5. La visione dell'universo non è oggettiva. L'universo non è così come è ma come appare ad ognuno. Questo punto di vista oggi è stato accettato dai fisici teorici della nuova visione dell'universo.

6. L'universo è composto da infinite galassie, abitate, e da innumerevoli dimensioni anche esse abitate da esseri intelligenti.

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