domenica 20 gennaio 2013

Il Tempio di Edfu e "Il Tempo di Osiride"

 
Durante i loro 3000 anni di storia, gli antichi Egizi onorarono una tradizione secondo la quale nessun luogo era da ritenersi sacro, a meno che non fosse stato eretto sulle fondamenta di un altro luogo sacro esistente in precedenza. Questa tradizione è ampiamente espressa dal grande tempio di Horus, la divinità solare, i cui genitori furono i mitci Osiride (Orione) ed Iside (Sirio), collocato sulla riva occidentale del Nilo, ad Edfu, nell'Alto Egitto.
 
Questo tempio non è ritenuto uno dei più antichi, almeno secondo gli standard degli antichi Egizi, in quanto la costruzione delle strutture centrali non iniziò che intorno all'anno 237 a.C. e continuò sporadicamente fino al 57 a.C.
 
Tuttavia, gli archeologi oggi devono prendere atto del fatto che vestigia di lavori di gran lunga più antichi sono ancora del tutto evidenti nel tempio di Edfu. La datazione delle mura di recinzione esterne ed interne, ad esempio, risale ai tempi dell'Antico Regno (2575 - 2134 AC) ed un muro successivo uscente del muro esterno risale al primo Periodo Intermedio (2134 - 2040 AC); ci sono resti di altre strutture che sono state datate al secondo Periodo Intermedio (1640 - 1532 AC) e al Nuovo Regno (1550 - 1070 AC).
 
In breve, l'archeologia ci dice che Edfu è stato continuamente mantenuto e sviluppato come luogo sacro nel corso di un periodo di oltre 2000 anni - a partire dal terzo millennio a.C.

Questa prova conferma l'esattezza di una vasta "libreria" d'informazioni scritte, che è giunta fino a noi sotto forma di acri di geroglifici, scolpiti sulle alte pareti di calcare del tempio stesso.
 
I "testi di Edfu" descrivono ripetutamente il tempio come una copia di un'originale costruzione antecedente e descrivono le varie fasi di costruzione e ricostruzione, che negli anni hanno preceduto la forma attuale. Inoltre, alcuni frammenti di testo emersi ci riportano in un passato ancor molto più antico, molto prima che il primo faraone della prima Dinastia si fosse seduto sul trono d'Egitto.
 
I testi scolpiti parlano del santuario dello storico tempio di Edfu come della "Genuina Grande Sede del Primo Tempo" del Dio, e fanno ripetutamene riferimento ad antichi libri e scritti perduti, che apparentemente sono stati utilizzati per guidare la costruzione del tempio.
 
Questi documenti erano stati tramandati sin dall'epoca leggendaria nota agli antichi Egizi come il "Primo Tempo" (noto anche come "Zep Tepi", "precoce età primordiale", il "tempo di Osiride", il "tempo di Horus": questa epoca, per la storia ufficiale, appartiene all'età mitologica e coincide con l'età dell'Oro della mitologia Greca).
 
Secondo le iscrizioni, c'è stato un tempo, molto lontano nel passato, in cui si diceva che un gruppo di esseri divini, talvolta noti come "Sette saggi", o "Dèi costruttori", avessero preso dimora in Egitto e avessero stabilito di costruire "sacri tumuli" in vari punti lungo il Nilo. Questi tumuli dovevano essere utilizzati come fondamento e come limite per l'orientamento di altri templi, da costruire nel futuro.
 
Più in particolare, i testi di Edfu sono molto chiari su questo punto, ed intendono dire che lo sviluppo di questi siti avrebbe dovuto portare niente di meno che alla "resurrezione del vecchio mondo degli dèi".
 
Ci è stato detto che questo dominio perduto, la "patria degli esseri primordiali", era "un'isola che, in parte, era coperta di canne, situata in mezzo all'acqua primigenia".

Ci è stato detto che "la creazione del mondo è iniziata su quest'isola", e che "è qui che le prime dimore degli dèi sono state fondate". Ad un certo punto, durante l'età primordiale, questo "vecchio mondo" è stato sopraffatto, improvvisamente e completamente, da una grande inondazione, la maggior parte dei suoi "divini abitanti" sono stati inghiottiti dalle acque e "le dimore di tre dèi sono state inondate".
 
In Egitto, l'immagine del tempo come un eterno serpente, che inghiotte infinitamente la propria coda, condizionava tutta la percezione del tempo passato, presente e futuro.

Per questo motivo non era difficile per le persone di quel tempo credere che ogni anima cosciente, vivente, e ogni caratteristica "epoca" della terra, sarebbe ciclicamente ritornata a manifestarsi; e che i templi stessi, considerati anch'essi come esseri viventi, fossero discesi tutti da un costruttore comune.

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