lunedì 10 dicembre 2012

Gli Ex-Terrestri di Paolo Bolognesi

Da un articolo scritto da Paolo Bolognesi, ricercatore e membro dell'associazione Sentinel Italia.

Tempo fa arrivai alla conclusione che era necessario intraprendere, per cercare di trovare quella “prova concreta certa”, nuove strade di ricerca, al di fuori dello stereotipo che vuole esseri alieni al comando di questi oggetti volanti non identificati. Ma non sapevo suggerire quali potessero essere quelle strade.

Fino a quando lessi prima su una rivista italiana del settore, ed in seguito ascoltai in un video su internet la risposta data da Richard Hoagland, ex consulente NASA, discusso protagonista di molte dichiarazioni a proposito di presunte tracce di antiche costruzioni su Marte e sulla Luna, il quale, alla domanda se ritenesse che gli autori di quelle opere fossero alieni, egli rispose: “Extraterrestri, non Alieni”.

Questa frase mi colpì profondamente, anche se non riuscivo a capirne il perché: c’era qualcosa di nascosto in quelle parole, ed era mia intenzione scoprirlo. Così indagai e scoprii che “Extraterrestre” ed “Alieno” non significano esattamente la stessa cosa, anche se sarebbero sinonimi…

Il dizionario Garzanti così recita in merito:

EXTRATERRESTRE
Sillabazione/Fonetica [ex-tra-ter-rè-stre].
Etimologia - Composta di “extra” e “terrestre”. Definizione agg. e s. m. e f. che è o avviene fuori della Terra: spazio extraterrestre; fenomeni extraterrestri | che proviene da altri mondi, diversi dalla Terra: (esseri) extraterrestri, ipotetici abitatori di altri pianeti o corpi celesti.

Quindi “che provengono da altri mondi”, “Ipotetici abitatori di altri pianeti o corpi celesti“. Sottintendendo l’ indipendenza dal luogo di origine degli stessi.

ALIENO
Sillabazione/Fonetica [a-liè-no]
Etimologia - Dal lat. aliìnu(m) ‘altrui’, deriv. di alius ‘altro’. Definizione - agg. 1 contrario, avverso: un uomo alieno da compromessi. 2 (lett.) che appartiene ad altri; estraneo

Quindi “alieno alla Terra”; “non originario della Terra”.
Le due terminologie sono sinonimi ma con diverse definizioni , ed intendono due stati diversi.

Quindi:
EXTRATERRESTRE = Chiunque provenga dall’ esterno del pianeta Terra, indipendentemente dall’ origine.

ALIENO = Proveniente dall’esterno del pianeta Terra ma…NON ORIGINARIO DELLA TERRA.

A questo punto, mi sono chiesto: ALIENI…EXTRATERRESTRI…o…EX…TERRESTRI?
Proseguendo nelle indagini, scoprii che di “Ex-Terrestri” qualcuno ne aveva già parlato; il G.O.R.U. - Gruppo Osservazione Ricerche UFO - La Spezia. Operante negli anni ’70 e guidato da Stelio Asso, scomparso qualche anno fa. Attualmente esistente ma non operativo. Ha raccolto i risultati delle proprie ricerche in un dossier, pubblicato anni fa.
Qui di seguito, in breve, le Conclusioni del Dossier GORU: “Poiché, durante le osservazioni visive, ed i riscontri fotografici e video, gli occupanti degli UFO avvistati e documentati hanno mostrato sembianze prettamente umane, si ritiene questi essere “Ex-Terrestri” componenti di una civiltà evoluta precedente la nostra che in epoche imprecisate hanno preso la via dello spazio, per motivi a noi sconosciuti, ed ora stanno facendo ritorno al loro pianeta d’ origine, con azioni preventive di ricognizione”.

Questa conclusione mi ha letteralmente sconvolto: in un attimo mi sono passati davanti agli occhi gli oltre trentacinque anni studio e ricerca personale sul fenomeno, e mi si è fissata nella mente la convinzione che quella era la strada giusta per dare una risposta al fenomeno UFO.

Nella conclusione del Dossier GORU possiamo effettivamente riscontrare alcuni punti fermi dei casi di avvistamento UFO e dei contatti con i loro occupanti da parte dei testimoni: in moltissimi incontri ravvicinati con gli occupanti degli UFO, i testimoni li descrivono come simili all’ uomo; i cosiddetti “Nordici”.
Ed i “grigi” ?
Molti testimoni di incontri con gli occupanti e molti presunti addotti (nonché il famoso colonnello Philip Corso) li indicano come “entità biologiche artificiali”, creati dagli stessi “Nordici” e sembra che siano alle loro dipendenze; degli “operai”, insomma. In questa ottica anche le presunte “abduction” avrebbero un senso logico. Molti presunti rapiti dichiarano di essere stati sottoposti ad una sorta di “prelievi”, analisi, ecc.

Le donne in particolar modo raccontano di aver subito esami e prelievi dall’ apparato riproduttivo.

Sappiamo che la lunga permanenza nello spazio causa degli scompensi, delle carenze al corpo umano, a livello osseo e muscolare, e non ancora confermato, anche a livello genetico. Questi “Ex-Terrestri” potrebbero avere necessità di “materiale biologico” per sopperire a questi scompensi. Forse anche per quanto riguarda la loro riproduzione.

E quale migliore materiale biologico se non quello…umano, cioè compatibile al 100% con il loro organismo poiché essi stessi sono umani ? Ex-terrestri, quindi civilità evolute prima della nostra. Anni fa, quando intrapresi una nuova strada di ricerca imperniata su possibili civiltà evolute prima della nostra, indagando anche nella paleoantropologia e nell’ evoluzione umana, trovai dati molto interessanti, ma mi mancavano quei riscontri, quella prova certa e concreta che potesse sostenere il mio lavoro. Negli ultimi tempi questa prova, come dicevo in precedenza, la scienza l’ ha trovata, ed il mio lavoro ha trovato la conferma ed una nuova spinta per continuare su questa strada.

Antichissime civiltà evolute
Quando sarebbero potute esistere eventuali civiltà evolute prima della nostra? Qualche decina o centinaia di migliaia di anni fa, ma anche milioni di anni addietro. Ufficialmente i primi ominidi fecero la loro comparsa 2 milioni di anni fa.



Perché questa congettura di altre civiltà avanzate prima della nostra ?

Innanzitutto la teoria dell’ evoluzione di Darwin è ufficialmente decaduta, anche se viene ancora insegnata nelle scuole. La prova che smonta la teoria di Darwin è quella ottenuta dal “Progetto Genoma Neanderthal” del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, che ha preso il via nel 2006 sotto la guida di Svante Paabo, che ha dimostrato che l’ibridazione tra Neanderthal e Sapiens è avvenuta e che ancora oggi alcune persone di origine europea ed asiatica ne conservano le tracce all’ interno del proprio DNA.

Di conseguenza, contrariamente a quanto teorizzato da Darwin, il Neanderthal non fu un nostro predecessore, ma un contemporaneo dell’ Homo Sapiens. Quindi l’ Homo Sapiens Sapiens…non ha preso il posto del Neanderthal nella scala evolutiva, ma è un discendente dell’ incrocio tra due linee evolutive!

Erano due linee evolutive diverse, e così molto probabilmente, tutti i generi Homo! Allora bisogna prendere in considerazione che ogni genere Homo abbia avuto una evoluzione a sé stante, precedendo, affiancando o distaccando gli altri. E non è detto che si siano estinti tutti e sia sopravvissuto solo il Sapiens.

2 milioni di anni per ogni genere Homo: considerati i diversi resti fossili ritrovati e classificati come generi differenti si arriva a 7 generi Homo: Rudolfensis, Habilis, Ergaster, Antecessor, Erectus, Neanderthal e Sapiens, per citare i più conosciuti. Quindi non 2 ma 14 milioni di anni di evoluzione!

Noi ci siamo evoluti al livello attuale in questi due milioni di anni, se consideriamo l’ ipotesi delle evoluzioni distinte, ma altri generi Homo precedenti a noi avrebbero potuto avere un’ evoluzione più rapida. Diverse evoluzioni, da ceppi diversi, da un comune antenato che era forse più umano che scimmia… Ma quale posizione avrebbero occupato nel corso dell’evoluzione del genere Homo queste varie classi evolutive, indipendenti l’una dall’altra?

In un inquadramento planetario possiamo ipotizzare una situazione inversa a quella attuale. Oggi la maggioranza del pianeta è giunta ad un livello tecnologico elevato, e le zone occupate da popolazioni che vivono allo stato primitivo sono una minima parte. Milioni di anni fa, potrebbe essersi verificata la situazione contraria: un genere Homo potrebbe avere raggiunto, nel corso di poche migliaia di anni (il tempo che è servito alla civiltà attuale per giungere ai livelli di conoscenza odierni) il nostro livello, se non superiore, mentre il resto del pianeta rimaneva allo stato primitivo.

Non dimentichiamo che attualmente sul nostro pianeta vivono all’ incirca 6,5 miliardi di persone, ma solamente 2000 anni fa, all’ inizio della nostra era, la popolazione mondiale ammontava a circa 250 milioni di persone, mentre secondo alcune ricerche 12.000 anni fa, quando il genere Homo uscì dalla preistoria, sulla Terra vivevano solamente 5-10 milioni di persone.

Quindi un genere Homo, dopo 2 milioni di anni avrebbe potuto raggiungere un livello tecnologico come il nostro, mentre altre linee evolutive sarebbero comparse sulla Terra successivamente, e data la bassissima densità di popolazione, non sarebbero mai venuti a contatto con la linea tecnologicamente evoluta, se non quando erano i loro componenti a manifestarsi, venendo identificati come “Dèi” o “Esseri Superiori”.

Ma di questi “esseri superiori” vi sono delle tracce, dei reperti che possano testimoniare la loro esistenza in un remoto passato ? Forse si, anche se indirettamente.

Possibili reperti anomali (OOPARTS)

Alcuni reperti, classificati e riconosciuti dalla scienza ufficiale, mostrano caratteristiche “fuori posto” rispetto all’ epoca cui sono datati. Un esempio per tutti i monili di cui sotto:


In Colombia, nella Valle del Cauca, vennero ritrovati alcuni artefatti appartenenti alla cultura Calima (l° secolo a.C. - ll° secolo d.C.), e tra questi alcune miniature, scoperte trent' anni fa dall' archeologo Alan Landsburg ed oggi ammirabili in diversi musei del mondo. Vengono definite dagli archeologi "Colganti Zoomorfi" vale a dire "composizioni aventi forma animale" o identificate con stilizzazioni di pappagalli, insetti o pesci.

E' evidente che in comune con questi animali hanno ben poco. Per molte di queste il viso addirittura appare umanizzato, e nessuna mostra il becco tipico di un uccello. La maggior parte di queste miniature è esposta al Museo dell' Oro di Bogotà, presso la Banca Nazionale della Colombia, Al Museo Britannico di Londra, ed allo Smithsonian Institute di Washington.

Tutte le miniature misurano poco più di 5 centimetri e sono tra gli artefatti precolombiani più stupefacenti al mondo. Infatti, sebbene gli esperti di culture ispaniche li identifichino come oggetti di culto dalla forma animale, la loro aerodinamicità è sorprendentemente analoga a quella dei moderni jet con ali a delta. Può sembrare incredibile ma questa caratteristica è stata verificata da ingegneri aeronautici che ne hanno comprovato l' attitudine al volo.

Queste miniature furono dapprima oggetto di attenzione da parte di Ivan Sanderson, biologo, archeologo e scrittore, che per primo notò il loro aspetto "tecnologico". Successivamente l' ingegnere tedesco J.A. Ulrich, pilota di jet, dedusse che l' artefatto riproduceva perfettamente un caccia a reazione SAAB F-104, appena entrato, a quei tempi, in dotazione all' Aeronautica svedese. Anche un ufficiale tedesco, tenente Peter Belting, si interessò alle miniature riproducendo una di queste in scala 1:16 con materiale di schiuma per valutarne l' aerodinamicità, dotandolo di un motore elettrico e radiocomando.

Le prove eseguite sul modellino hanno dimostrato che si trattava di un aereo manovrabile e dotato di un' eccellente stabilità nel volo a vela. Gli spagnoli Romàn Molla, Justo Miranda e Paula Mercado hanno ricostruito modelli in scala di questi piccoli monili, e sottoponendoli alla galleria del vento ed a programmi di simulazioni di volo, confermarono che le miniature erano perfettamente aerodinamiche ed adatte al volo. A questo punto ci si chiede come sia possibile che popolazioni vissute circa 2000 anni fa fossero a conoscenza di tecnologie tipiche della nostra epoca. Avevano visto qualcosa che riprodussero in un "Culto Cargo" (culto legato ad oggetti tecnologici divinizzati) oppure replicarono il ricordo mitizzato di macchine appartenute ad epoche precedenti ed a una cultura evoluta scomparsa ?

Un’ ipotesi affascinante, certamente, quella di altre civiltà evolute prima della nostra, ma qualcuno potrebbe contestare (anzi, è già stato fatto…) che non sono mai stati ritrovati resti di “costruzioni moderne” attribuibili ad antiche civiltà evolute prima della nostra.

Recentemente sono stati prospettati gli scenari che si presenterebbero dopo alcuni periodi se il genere umano dovesse scomparire dal pianeta oggi. Quindi di punto in bianco popolazione mondiale “0”. Cosa accadrebbe?

Da subito il sistema elettrico non funzionerebbe più e dopo appena 10 giorni, a parte un complesso idrologico in America, in tutto il mondo cesserebbe l’attività elettrica. In appena 1 anno la Terra diventerebbe una giungla urbana piena di animali di ogni specie... dai lupi agli orsi, piena di insetti e topi. Dall’asfalto comparirebbero le piante sottili, erba = animali erbivori = predatori (gatti, cani, lupi ecc..)
Dopo 2 anni la vegetazione avvolgerebbe completamente i palazzi che lentamente inizierebbero a distruggersi. Dopo 10 anni tutte le case in legno sarebbero distrutte dagli insetti. Dopo 100 anni l’ 80% delle costruzioni in cemento armato crollerebbe. Dopo 1.000 anni tutto il mondo sarebbe coperto di vegetazione, resterebbero in piedi solo alcuni grattacieli più alti.

Dopo 10.000 anni non esisterebbe più traccia di nulla. Il mondo sarebbe completamente diverso da quello di oggi. Qualsiasi traccia umana scomparirebbe.

Questo fa molto pensare!

Quindi, se in un tempo molto lontano (milioni di anni fa) fossero vissute delle civiltà terrestri evolute come quelle di oggi, quali tracce potremmo trovare? NULLA!

Se dopo “soli” 10.000 anni nulla può resistere al tempo, dopo milioni di anni, cosa si potrebbe sperare di trovare?

Inoltre pensiamo solamente al petrolio, formatosi da resti di organismi biologici e vegetali, una volta presenti sulla superficie terrestre, il quale si trova oggi migliaia di metri sotto la crosta terrestre. I resti di un’ eventuale civiltà evoluta tecnologicamente (edifici, strade, veicoli, ecc.) potrebbero essere finiti, a causa di cataclismi naturali, ma anche per il movimento delle placche tettoniche della crosta terrestre, centinaia se non migliaia di metri al di sotto di essa.

Senza contare eventuali cataclismi che potrebbero essere stati causa della scomparsa di interi continenti leggendari (Atlantide, Mu, Lemuria, per esempio), provocati da impatti meteorici o da enormi tsunami causati da maremoti di inaudita violenza.

Dopotutto, se ci pensiamo attentamente, quello che gli archeologi rinvengono sotto pochi metri di terreno sono i resti di civiltà relativamente recenti, datate qualche migliaio di anni solamente. Una eventuale civiltà esistita alcuni milioni di anni fa, circoscritta in un’ area ristretta del pianeta, sarebbe pressocchè introvabile, anche se le sue costruzioni ed i suoi artefatti tecnologici fossero stati simili ai nostri. Sono esistite civiltà progredite precedenti alla nostra?

Un possibile scenario evolutivo

Torniamo per un attimo alla questione delle evoluzioni parallele: se i vari generi Homo hanno avuto ognuno una propria linea evolutiva, allora noi non discendiamo dalle scimmie? A quanto pare, no. Anzi, sembrerebbe proprio il contrario…

Alcuni citologi, cioè quegli scienziati che studiano i cromosomi, hanno confrontato la struttura dei cromosomi di uomini e scimmie, e sono arrivati alla sconcertante conclusione che i cromosomi del “comune antenato” erano simili a quelli dell’ uomo, non a quello delle scimmie. Da sottolineare che i primati hanno nel loro patrimonio genetico 48 cromosomi, mentre gli esseri umani ne hanno solamente 46.

Due cromosomi sono un bel po’ di DNA rimosso dal genoma umano, se si vuole prendere in considerazione la nostra discendenza dai primati, e ciononostante, tale “rimozione” ci ha reso “superiori” ai nostri presunti progenitori. Inoltre, non ha senso il fatto che anche con due cromosomi mancanti nel nostro genoma, condividiamo il 95% del genoma dello scimpanzé ed il 90% di quello del gorilla.

Inoltre, due biologi molecolari, Alan Templeton, della Washington University di St. Louis, e successivamente Morris Goodman della Wayne State University School of Medicine scoprirono che da quando la linea umana si era distaccata da quella degli scimpanzé (secondo la teoria di Darwin), gli ominidi avevano registrato 13 “refusi” (errori) nel DNA mitocondriale, contro i 34 dello scimpanzè.

Questo stava a significare che dal punto di vista biologico, l’ uomo era molto meno variato rispetto al “comune antenato” di quanto lo fosse la scimmia. In altre parole significava che l’ uomo era molto meno evoluto delle scimmie africane, e che quindi il comune antenato era piuttosto uomo che scimmia, e che la linea evolutiva umana era rimasta, per così dire, bambina, rispetto a quella quadrumane.

L’orologio molecolare dell’ uomo si era fermato, rispetto a scimpanzé e gorilla, i quali mostravano nel loro ideogramma un accentuato logorio della vita. Quindi la congettura di Darwin secondo cui l’ ascendente comune di uomini e scimmie fosse sostanzialmente una scimmia, e che essa fosse rimasta pressappoco qual’ era, mentre l’ uomo si era profondamente trasformato, è venuta a cadere. L’uomo è rimasto fermo.

Da ricordare: questi dati illustrati da eminenti genetisti affermano che nel punto di biforcazione dai nostri presunti antenati scimmieschi c’ erano le molecole ed i cromosomi dell’ essere umano. E nulla può escludere che quell’ essere fosse ancora più umano di noi.

Ma esistono prove dell’ esistenza di generi Homo equiparati al Sapiens milioni di anni prima di questi ?
Alcune PROVE CONCRETE E REALI scoperte ufficialmente pochi anni fa hanno confermato che esseri simili all’ Homo Sapiens camminavano sulla Terra ben prima della sua comparsa “ufficiale”, datata circa 200.000 anni fa…

E’ una mattina dell’estate 1978. Un gruppo di ricercatori guidati da Mary Leakey scopre uno degli spettacoli più straordinari che un paleoantropologo possa immaginare: una serie di impronte lasciate sulle ceneri vulcaniche circa 3 milioni e 700.000 anni fa da due ominidi. Siamo a Laetoli, in Tanzania (Africa).

L'impronta di Laetoli


La passeggiata di Laetoli

Il calco ed il relativo disegno ricavato di un' impronta di Laetoli

Tra gli anni ‘80 e ‘90 si era imposta l’idea che fossero di un Australopitecus Afarensis, ma oggettivamente questa attribuzione è improntata ad un’ ideologia evoluzionista. Il piede di Afarensis è ben diverso da quello che si rivela a Laetoli.

La controversia sulla conformazione del piede dell’ Australopiteco Afarensis è stata fino ad oggi il punto di forza su cui si basava la teoria evoluzionistica; infatti i suoi sostenitori hanno sempre affermato che questo ominide, nonostante fosse un primate arboricolo, camminasse anche in posizione eretta e di conseguenza dovesse avere un piede anatomicamente formato (quindi come il nostro) per sostenere questa posizione.

I primati arboricoli avevano (ed hanno) la prerogativa di avere i quattro arti prensili, con pollici ed alluci opponibili, mentre il genere Homo ha solamente i pollici con questa caratteristica. Finora non era mai stato ritrovato uno scheletro di australopiteco completo di estremità inferiori, quindi il gioco della scienza ufficiale di attribuire all’ australopiteco le orme di Laetoli non aveva mai incontrato molta resistenza.

Ma nel 1998, lo scheletro di un ominide vissuto circa tre milioni e mezzo di anni fa e’ stato ritrovato inglobato nella breccia di una grotta a Sterkfontein, una localita’ a una cinquantina di chilometri a nord di Johannesburg, in Sudafrica.

Si tratta di un esemplare di Australopiteco di cui si e’ conservato il cranio completo di mandibola e gran parte dello scheletro delle gambe e delle braccia (femore, tibie, piedi, omero, radio). Le ossa ancora in parte inglobate nel blocco di roccia indicano un individuo adulto alto circa un metro e venti centimetri.
La scoperta e’ stata fatta da un gruppo di ricercatori dell’ universita’ di Witwatersrand (Johannesburg), diretti dal paleoantropologo Ron Clarke, da anni impegnati nella zona. L’ importanza del ritrovamento sta sia nell’ alta antichita’ del reperto (la celebre Lucy rinvenuta in Etiopia nel 1974 e’ datata a circa 3,2 milioni di anni), sia nella relativa completezza dello scheletro che ha permesso di stabilire definitivamente che l’ Australopiteco camminava in posizione eretta pur avendo ancora caratteristiche del piede che gli permettevano di arrampicarsi agevolmente sugli alberi.

Quindi piedi prensili con alluce opponibile, come tutti i primati.

Il disegno del piede di un Australopiteco

Questa è la conferma che le impronte di Laetoli non appartengono ad un australopiteco, ma ad un essere con le stesse caratteristiche morfologiche e strutturali (del piede e quindi di tutto l’ apparato scheletrico) di un essere umano moderno, vissuto 3,7 milioni di anni fa quindi 1,7 milioni di anni prima della presunta data della sua comparsa sulla Terra (2 milioni di anni fa con l’ H. Habilis) e contemporaneo degli australopitechi. Chi era quell’ essere umano moderno che lasciò quelle impronte?

Una linea evolutiva del genere Homo che già allora aveva tutte le caratteristiche di un essere umano moderno, quando i generi Habilis, Erectus, Sapiens erano ancora lontani dall’ apparire sulla Terra ? Avendo questi 1,5 milioni di anni di evoluzione precedente rispetto agli altri generi Homo (e 3,5 milioni rispetto al Sapiens), dove sarebbe potuto giungere il loro sviluppo fino alla comparsa del Sapiens?

Ma torniamo alla domanda che ci siamo posti in precedenza: in milioni di anni, quante civiltà evolute si sarebbero potute sviluppare? Ognuna in piccole parti del nostro pianeta, mentre il 90% di esso era popolato da ominidi “arrivati dopo” ed ancora allo stato primitivo, mentre il ceppo “antico” era giunto ad uno sviluppo tecnologico pari o superiore al nostro?

Molti miti delle popolazioni antiche nei loro testi sacri parlano di “Ere” del genere umano, sviluppatosi più volte e più volte giunto al termine per vari motivi (cataclismi naturali o provocati, ecc.).

Le cinque ere dei Maya, per esempio. Ogni era avrebbe avuto la durata di decine di migliaia di anni; sufficiente a sviluppare una civiltà tecnologica pari o superiore alla nostra (che ha un’ età stimabile vicina ai 10.000 anni).

Possiamo includere in queste civiltà leggende come Atlantide o quella che viene citata nei testi sacri indiani che parlano di Vimana, guerre nucleari nell’ antichità, ecc.

E tutto questo si sarebbe ripetuto in varie ere, con il genere Homo più progredito che per qualche motivo a noi sconosciuto scompariva (o se ne andava) e lasciava in eredità ai “primitivi”, tramite conoscenze tramandate oralmente o sotto forma di documenti, o anche tramite pochi sopravvissuti (o volontari), le loro conoscenze, affinchè potessero progredire, ed arrivare, un giorno, al loro stesso livello tecnologico. Questo, secondo il mio ragionamento, includerebbe anche la tecnologia per compiere viaggi spaziali. Mi riaggancio ai miti dei vari popoli della Terra che parlano di Dèi venuti dallo spazio per insegnare loro le arti ed i mestieri, l’ agricoltura, la lavorazione dei metalli, le scienze, ecc. ecc.

A questo punto ci possiamo chiedere: cosa sono gli UFO? Il GORU arrivò alla conclusione che gli UFO sarebbero dei velivoli spaziali pilotati da ex…terrestri ! Non “Extraterrestri” ma “Ex-Terrestri”!

Esseri umani discendenti di civiltà evolute prima della nostra i quali presero la via dello spazio per colonizzarlo e periodicamente alcuni di loro tornarono (e tornano tutt’ora) sulla Terra per aiutare le popolazioni “primitive” (gli altri rami del genere Homo) a crescere, dando adito alle leggende degli dei, dei “popoli delle stelle”, ecc. ecc.

A questo punto dobbiamo chiederci: allora gli dèi dei popoli dell’antichità, i quali contribuirono alla nascita di vari miti e religioni sul nostro pianeta, erano umani progrediti ?

Se così fosse, bisognerebbe riscrivere la storia dell’umanità. Ma chi potrebbe riscriverla?

Noi “terrestri” no di sicuro. Solamente coloro che conoscono la verità, e nessuno più di questi “Ex-Terrestri” potrebbe conoscerla meglio, lo potrebbe fare.

Certo, proprio loro, poiché essi sono tra noi da tempo immemorabile, hanno guidato il genere umano fino allo sviluppo attuale, manovrando da dietro le quinte senza uscire allo scoperto. Hanno creato ed occupato i posti di potere fin dalla notte dei tempi, sotto forma di associazioni più o meno segrete, alcune giunte fino ai nostri giorni, le quali tuttora costituiscono il cosiddetto “Governo Occulto”, il quale non sarebbe, come si potrebbe pensare, un Governo Ombra, ma è l’ insieme dei potenti della Terra, dai politici ai grandi banchieri, dai vari rappresentanti delle principali religioni della Terra ai grandi finanzieri.

Al termine di questo mio lavoro presento una personale spiegazione alternativa riguardante la non diffusione (o cover-up) da parte di chi è a conoscenza di eventuali “visite” sul nostro pianeta di esseri provenienti dallo spazio esterno. Il cover-up attuato fino ad ora riguardo al fenomeno UFO non sarebbe stato organizzato per nascondere un’ eventuale presenza sul nostro pianeta di esseri originari di altri mondi. In realtà lo scopo sarebbe un altro…

Un’eventuale destabilizzazione del potere mondiale non sarebbe dovuta alla rivelazione di una presenza sulla Terra di esseri alieni ma da una storia del nostro pianeta falsata, una colossale montatura organizzata fin da tempi antichissimi, che nasconde il ricordo della passata conoscenza scientifica, tecnologica e culturale, portata avanti dai discendenti di quelle antichissime civiltà (vedi: i “Padroni del Mondo”, “gruppi segreti”, ecc.).

Una storia “costruita a tavolino” migliaia, se non milioni di anni fa, portata avanti sino ad oggi. Il presunto “patto scellerato”, come lo hanno definito alcuni presunti rivelatori, non sarebbe altro che un accordo già stabilito alla stesura di questo piano, per permettere a questi Ex-Terrestri di prelevare materiale biologico da esseri umani per le loro esigenze, ed allo stesso tempo di nascondere la loro presenza con il mito degli alieni.

Dopotutto, come potrebbero spiegare al mondo che fin dall’ alba dei tempi siamo stati tutti ingannati?

Molto meglio far credere ad una visita di esseri alieni, sarebbe meno traumatico per la popolazione terrestre anche se realmente gli alieni fossero qui!

Anzi, se così fosse, chi manovra i fili si sarebbe garantito definitivamente la copertura dell’inganno!

Quello che ci viene nascosto non è la presenza di alieni sulla Terra, ma la verità sulle nostre origini e sulla storia del nostro pianeta! Una verità la quale se svelata porterebbe alla comprensione che il mondo in cui viviamo sarebbe come la verità di “Matrix”: dentro di noi l’illusione, inculcata. Fuori la realtà.

             

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