venerdì 23 novembre 2012

Gli UFO di Hitler (Parte II)

epp3

Andreas Epp fu uno dei primi ingegneri che si coccuparono della costruzione delle V-7 (Vergeltungswaffe 7 - Arma della Vittoria 7).

Il disco era a decollo verticale, con otto eliche intubate per la sostentazione, due motori a reazione per il movimento e sopra il disco due eliche del tipo usato dagli elicotteri madi lunghezza pari al raggio del disco. Il principio delle eliche intubate era simile a quello dell'aviogetto sperimentale italiano Campini Caproni CC-2, con la differenza che nella V-7 l'aria veniva presa dal basso e spinta verso l'alto.

La V-7 venne provata a Bremerhaven nel 1943. Il prototipo originale era molto più piccolo e si sollevò a dodici metri al secondo, raggiungendo una velocità di quasi 500 Km/h.

Al progetto si aggiunsero Habermohl, Schriever, Miethe e Giuseppe Belluzzo del Politecnico di Milano.

I primi due costruirono un apparecchio costituito da un largo anello che corcondava una cabina di pilotaggio. A Praga volò per la prima volta il 14 febbraio del 1945, raggiungendo l'incredibile velocità di duemila chilometri l'ora con la possibilità di sviluppo fino ai 4000 Km/h.

Questi mezzi avrebbero dovuto essere lanciati contro le gigantesche formazioni (di 2000 apparecchi) di bombardieri alleti e caccia che imperversavano in Germania ed esplodere al centro della formazione. Oppure avrebbero dovuto essere utilizzati come bombardieri, inintercettabili a causa dell'enorme velocità.

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Il gruppo capeggiato da Miethe e Belluzzo operò a Bratislava. Venne costruito un enorme disco di titanio largo quasi quaranta metri. Al progetto collaborò anche Schriever. Il disco aveva una cupola in plastica superiormente, un fila di sfiatatoi laterali e un motore a getto in basso.

v7

Esplose in volo ed esito non diverso ebbero le prove successive, con un totale di 18 piloti uccisi.

Tali macchine rimasero nel mito della teconologia nazista, come ora le Haunebu e le Vril, fino al 1950.

Ne "Il Giornale d'Italia" del 24-25 marzo 1950 apparve un lungo articolo ove il Belluzzo parlava per la prima volta degli UFO di Hitler e del suo ruolo nella storia: "In questo periodo si parla continuamente di dischi volanti. Io non credo che si tratti di ordigni extraterrestri, poiche' io stesso ne ho guidato uno (...). La sua velocita' era di oltre 3000 km/h in quanto non incontrava, nell'aria, alcuna resistenza..." Quando il mezzo fu completato, era ormai troppo tardi: i Russi arrivavano a Praga. La macchina venne fatta esplodere insieme all'hangar e non ne rimase nulla. Nel 1952 Schriever dichiaro', come aveva fatto Belluzzo precedentemente, di aver partecipato al programma V-7.

Decine di articoli e servizi televisivi nel corso degli anni hanno sollevato le nebbie che avvolgevano il progetto V-7.

belluzzo

Pertanto, se legittimi dubbi possono esistere sullo sviluppo delle Vril. delle Haunebu e della "Macchina dell'Altro Mondo" (JFM), non altrettanto può dirsi del lavoro, ampiamente documentato, di Epp, Habermohl, Schriever, Miethe e Belluzzo. D'altronde, alcuni di questi progettisti collaborarono, alla fine della Guerra, con poca fortuna, con l'uno o l'altro dei blocchi, come dimostrano gli studi effettuati dalle Forze Aeree Americane.

Questa foto farebbe pensare ad un successo almeno parziale...

UFO_USAF

Ma la foto sopra sarebbe un falso, elaborato dalla foto successiva.

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Quindi, si dovrebbe dedurre che le analoghe foto di UFO, apparentemente sviluppati in Russia con l'aiuto di scienziati nazisti cooptati dall'Unione Sovietica, sia, analogamente, frutto di elaborazione di immagini.

ufo_russo1.jpg


 ufo_russo_immagine.jpg


Appena 7 anni dopo il primo volo umano compiuto dai Fratelli Wright con il Flyer 1, Henri Marie Coandă, realizzò, utilizzando gli studi di Giovanni Caproni il primo aereo a getto della storia, il Coandă-1910. All'aeroporto di Issy-les-Moulineaux, dove sperimentò l'apparecchio, al primo volo, esso prese fuoco ed il suo progettatore si salvò per puro miracolo. Coandă fu costretto ad abbandonare i suoi progetti a causa dello scarso interesse delle istituzioni per il suo lavoro, tanto che solo trent'anni dopo, con il Campini-Caproni CC2, venne costruito il primo aereo a reazione funzionante,con un sistema di propulsione del tutto analogo. Ma la costruzione dell'aerogetto fu utilissima per Coandă. Osservando le fiamme che fuoruscivano dal motore a getto, egli si avvide che tendevano ad avvolgere la fusoliera. Scoprì, pertanto, che un fluido che si muove intorno ad una superficie curva, tende ad aderire al contorno della superficie sulla quale incide. Ciò si verifica anche in aria, ma è necessario che il fluido si muova ad alta velocità.

coanda_1910

Tale effetto viene definito effetto Coandă. A suo nome ci sono diversi brevetti internazionali, tra i quali l'U.S. Patents numero 2.052.869, per applicare questa scoperta ad un mezzo aereo dalle caratteristiche del tutto nuove.

Nessuno, nuovamente, manifestò alcun interesse per gli sviluppi anche militari del mezzo, a parte le SS che, non appena occupata Parigi dalle truppe tedesche nel 1940, dove Coandă viveva, prelevarono lo scienziato e lo trassero seco in una località segreta, dove fu obbligato a continuare i suoi studi per la realizzazione di un mezzo aereo di nuova concezione per il Terzo Reich.
Coandă disegnò un disco lenticolare, il Lenticular Flugscheibe, del diametro di 20 metri, mosso da 12 motori a jet Jumo004B.


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Tale mezzo non sembra che sia stato effettivamente realizzato poiché i Tedeschi riuscivano a produrre pochi motori Jumo, che venivano prevalentemente utilizzati per i Messerschmitt Me 262 e gli Arado Ar 234. Inoltre la penuria di carburante dovuta prima ai massiccio bombardamento della raffineria rumena di Ploesti nel 1944 ed infine l'occupazione della raffineria stessa da parte dell'Armata Rossa aveva reso indisponibile per i piani nazisti il vitale petrolio rumeno, tanto da rendere impossibile la realizzazione pratica di diversi progetti, tra cui, appunto, il disco di Coandă.
Il progetto era, però, interessante e, sulla base dell'effetto Coandă venne iniziato, dopo la guerra, un progetto segretissimo: l' Avro Canada VZ-9-AV Avrocar.

 jumo

L'Avrocar utilizzava l'effetto Coandă per il decollo e l'atterraggio verticale VTOL. Aveva un forma discoidale, e utilizzava tre turbine jet per la spinta di sollevamento. Malgrado gli sforzi del progettista, John "Jack" Frost, l'Avrocar fu un totale fallimento, subendo dapprima il taglio del governo canadese e successivamente di quello americano, tanto da venire declassificato rispetto all'iniziale top secret.

In precedenza, l'azienda canadese aveva tentato di sviluppare un altro mezzo VTOL, il Progetto Y ed il successivo Progetto Y2 (nome in codice: Silver Bug). Il team era sempre quello di Frost, ma pare che avesse partecipato alle prime fasi dello sviluppo il Dr. Miethe. La ricerca in quegli anni era concentrata su mezzi a decollo corto o verticali perché si riteneva che l'Armata Rossa, nell'ipotizzata invasione d'Europa, avrebbe avuto come obiettivo primario le piste degli aeroporti, rendendo necessario il ricorrere a mezzi che potessero decollare da qualunque luogo.

schema Avrocar


Il progetto puntava allo sviluppo di un mezzo discoidale, in grado di decollare ed atterrare dalla coda, con una velocità prevista, nel caso del Silver Bug, di 1500 miglia orarie.

Mancò completamente, per le insormontabili difficoltà tecniche, il passaggio dallo stadio progettuale alla produzione dei primi prototipi, a parte la realizzazione di alcuni modelli in scala.

E quindi, anche in questo caso, i fondi vennero tagliati ed il progetto non ebbe (apparentemente) seguito, come capiterà successivamente al progetto Avrocar.

Malgrado gli insuccessi degli anni '60, il Pentagono sta facendo in questi giorni marcia indietro, tanto da rispolverare dischi volanti ed effetto Coandă. Ha infatti stilato un contratto per realizzare il GFS Project. La sigla sta per Geoff's Flying Saucer, che in questo filmato vediamo in azione.

Un altro mezzo, apparentemente più convenzionale, ma ennesima prova della superiorità costruttiva ed ideativa tedesca ed europea rispetto a quella americana è l'Horten Ho 229, conosciuta anche come Gotha Go 229, dal nome del costruttore Gothaer Waggonfabrik.

I Fratelli Horten si interessarono fin dagli anni 30 agli apparecchi del tipo tutt'ala o ala volante. I primi progetti, gli Horten IX V1 e V2 erano alianti, poiché al governo tedesco era inibita, a seguito del Trattato di Versailles, la costruzione di aerei. In questo caso la V sta per Versuch, prototipo.
Come mostra la foto il progetto mostrava aspetti del tutto rivoluzionari per l'epoca.

 Horten IX V1

Il V2 fu il primo prototipo di aereo derivato dall'aliante.

Nel 1943 la Luftwaffe emise una specifica per un cacciabombardiere in grado di trasportare 1000 Kg di bombe con un raggio d'azione di 1000 Km ad una velocità di 1000 Km/h. A quell'epoca era disponibile il motore a reazione Jumo 004B, utilizzato per il Messerschmitt Me 262, che era in grado di fornire tale velocità in cambio però di un elevatissimo consumo di carburante. I fratelli Horten proposero il loro modello HO IX, ma quando venne prodotto l'unico modello Horten 229 V3 (in questa foto le ali non sono montate), gli americani avevano occupato la Germania. 

Tale modello era in grado. grazie alla forma ed ai materiali costruttivi, di sfuggire ai radar avversari e la somiglianza con lo Stealth non passa inosservata.

Quest'unico esemplare ed i progetti furono consegnati alla Northrop Corporation che tentava disperatamente da anni di costruire un modello del tipo ala volante.
Venne costruito prima il Northrop YB-35 ad elica , con primo volo il 25 giugno 1946. Il 1° ottobre 1948 fece il volo inaugurale il Northrop YB-49 a reazione. Il debito progettuale all'Horten Ho 229 è più che evidente.

Active Image

Questo modello non ebbe grande fortuna a causa di una presunta cospirazione politica per avvantaggiare i concorrenti, in particolare la Boeing. Circa quarant'anni dopo, la rivincita per la Northrop con il B-2 Spirit bombardiere multiruolo a tecnologia Stealth.

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Tutto quanto abbiamo finora scritto, le foto mostrate, dimostrano chiaramente che il fenomeno UFO ha ad oggetto mezzi costruiti sulla Terra. Le informazioni per la costruzione possono essere state fornite da entità apparentemente extraterrestri.

Ma, forse, queste entità vivono nella Terra da tempi immemorabili e forse appartengono alla Terra più che la razza umana.

In ogni caso i migliaia di avvistamento UFO hanno a che fare con manufatti umani, costruiti dai Nazisti prima e da altri dopo.

Vedasi al riguardo questa foto di una Haunebu, avvistata negli USA nel 1964.

ufo1964.jpg

E queste altre immagini...

haunebu_new_mexico_1963.jpg


haunebu in volo

E' solo per un'immane opera di depistaggio che si è preferito far credere che gli UFO fossero palloni sonda, allucinazioni o al massimo mezzi di trasporto extrasolari di razze extraterrestri che vivono a milioni di anni luce dalla Terra.

Cosa fareste se aveste la certezza che gli Alieni sono già qui e che la Terra è casa più loro che vostra?

Anche questa è un'altra storia e ne riparleremo...

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