venerdì 9 novembre 2012

Esdra a colloquio con Enlil


Nel quarto libro il profeta Esdra parla dei problemi religiosi degli ebrei e formula delle ipotesi quasi futuristiche, per passare quindi al suo tema più specifico, il sapere occulto, cui aveva accesso solo una ristretta cerchia di iniziati. Dapprima Esdra afferma di aver avuto le sue visioni « a letto » nottetempo, poi di essersi intrattenuto con « Dio » nel corso di queste visioni. 

Se le guardiamo secondo un'ottica moderna, sorgono grossi dubbi sulla loro qualità di visioni. Troppo spesso le visioni sono inganni dei sensi. Troppi particolari tecnici e matematici sono colti con esattezza: non è possibile sognarseli. Che tuttavia si tratti di processi reali, Esdra ce lo « rivela » nell'ultimo capitolo del libro. Spesso, egli afferma, si è incontrato con l'« Altissimo »; ed è stato anche con i suoi « angeli », che gli hanno dettato i libri.  « Riunisci il popolo e dì loro che per 40 giorni non ti devono cercare. 

Tu intanto prepara numerose tavole per la scrittura e convoca Saraja, Dabria, Selemia, Ethan e Asiel, questi cinque uomini, poiché essi sanno scrivere rapidamente, poi vieni qui... Ma quando tutto sarà stato preparato, allora alcune cose le rivelerai, altre le comunicherai in segreto ai saggi. Domani a quest'ora comincerai a scrivere.  Furono così trascritti 94 libri nei 40 giorni. Ma quando i 40 giorni furono terminati così mi parlò l'Altissimo: i 24 libri che hai scritto per primi li rivelerai, che possano essere letti dai degni e dagli indegni; gli altri 70 libri li terrai segreti e li trasmetterai solo ai saggi del tuo popolo. »  

Di nuovo troviamo la prova che i cosiddetti dei ( = cosmonauti) avevano un preciso interesse a far conoscere alle generazioni successive la loro presenza sulla terra. Questo equipaggio si trovava evidentemente pressato da un'urgenza. Forse per cause tecniche impreviste il rientro era stato anticipato. Perché altrimenti vennero convocati per la dettatura cinque uomini capaci di scrivere rapidamente?  

Tutti coloro che credono che il profeta abbia veramente parlato col grande Dio onnisciente (e non con astronauti) sono facilmente contraddetti dal testo: « L'Altissimo» ammette francamente dinnanzi a Esdra che egli stesso non sa alcune cose:  « Egli mi rispose e disse: i segni su cui mi interroghi, in parte te li posso spiegare; ma sulla tua vita non posso dirti nulla, io stesso non ne so nulla ». 

Dialogo con l'Altissimo

Nel colloquio con l'« Altissimo » Esdra si accalora a proposito dell'ingiustizia di questo mondo. Come in altri scritti sacri, anche qui l'« Altissimo » promette che un lontano giorno tornerà dal cielo per portare con sé i « giusti e savi ». Tornare — da dove? Portare con sé i « giusti e savi » — dove? Su quale pianeta? Dobbiamo supporre che la patria degli extraterrestri disti un anno-luce dal nostro sistema solare, perché il comandante (l'Altissimo) fa degli accenni al profeta sullo spostamento del tempo nel caso di voli interstellari ad alta velocità. 

Esdra si meraviglia, non comprende (ovviamente!) e chiede all'« Altissimo » se può in un colpo solo creare tutte le stirpi del passato, presente e futuro, in modo da farle partecipare tutte al « ritorno ». Si svolge allóra questo dialogo:  L'Altissimo: « Interroga il grembo materno e chiedigli: se tu ricevi dieci figli, perché li ricevi uno alla volta, ciascuno a suo tempo? Invitalo a produrne dieci in una volta sola. » 

Esdra: « Egli non può compiere ciò, può solo ricevere ciascuno a suo tempo. »

L'Altissimo: « Così anch'io ho fatto della Terra il grembo materno per coloro che, ciascuno a suo tempo, da essa vengono accolti. Io ho stabilito una certa successione nel mondo che ho creato. » Esdra riflette su queste successioni temporali; vuole sapere se col ritorno dal cielo saranno più felici i morti o i sopravvissuti. L'« Altissimo » lo rassicura con una frase laconica: « I sopravvissuti sono di gran lunga più beati dei morti. »

La risposta lapidaria è comprensibile. Già nella « seconda visione » il comandante aveva detto al profeta che la Terra è vecchia e già « oltre la forza della gioventù ».  Date le leggi del dislocamento del tempo nei voli interstellari ad alta velocità, la risposta a mio avviso non nasconde nessun indovinello. 

Degradazione dell'ambiente

Se l'« Altissimo » torna dopo qualche millennio, rischia di trovare il nostro pianeta inabitabile a causa della degradazione ambientale e degli insediamenti industriali; i sopravvissuti respirano rantolando gli ultimi resti di ossigeno. Non c'è dunque da meravigliarsi se i sopravvissuti, che l'« Altissimo » intende trasferire su un altro pianeta, saranno di gran lunga i « più beati ».  

L'« Altissimo » conferma a Esdra che egli è colui che parlò con Mosé e gli diede le direttive: « A quell'epoca io l'ho [Mosé] inviato, ho condotto il popolo fuori dall'Egitto e l'ho guidato al monte Sinai. Qui lo [Mosé] trattenni accanto a me per molti giorni, lo misi a parte di molte cose meravigliose e gli mostrai i segreti dei tempi. »  In molti passi si trovano allusioni al segreto dei tempi. 

Daniele afferma, nel capitolo 7,25, che nelle mani di Dio tutto diventa « ...un tempo e due tempi e un mezzo tempo ». Nel salmo 90, 4, l'Altissimo viene lodato in termini enfatici: « ... poiché mille anni sono dinnanzi a te come il giorno che ieri si è concluso, come una notte di veglia... »

Contraddittorio? Incomprensibile? No. È stato dimostrato scientificamente che nei viaggi interstellari ad alta velocità vigono tempi completamente diversi. In una astronave che viaggia a una velocità di poco inferiore a quella della luce il tempo scorre molto più lentamente di quanto scorra sul pianeta d'origine su cui torna a posarsi. Il tempo si lascia manipolare dalla velocità e dall'energia. 

La dilatazione del tempo, come viene chiamato lo spostamento del tempo, è stata certo « scoperta » solo nella nostra epoca, ma ha validità di « legge », cioè ha sempre avuto valore, in particolare anche per gli « Dei » che la conoscevano.

Supponendo che un'astronave venga costantemente accelerata con una spinta G (dove 1G = 9,81 m/sec2) e per metà del percorso dato decelerata con un impulso pari a —-1 G, tra l'equipaggio dell'astronave e gli abitanti rimasti sulla Terra si stabiliscono questi sfasamenti cronologici:


Questa tabella tratta dal « Manuale sull'universo » di Mayer mostra che gli enormi sfasamenti di tempo tra equipaggio in volo e abitanti a terra si producono solo nel caso di un viaggio di durata relativamente lunga. Gli effetti sono comunque fantastici: per l'equipaggio di un'astronave mossa da una spinta pari a un G trascorrono 40 annetti, mentre sulla terra ne sono trascorsi 36.000. 

Conoscendo questo fenomeno, risulta comprensibile come gli « dei », paragonati agli uomini, appaiono « immortali ». In base a questa legge non è forse possibile che i profeti dell'Antico Testamento, Elia, Mosé, Esdra, condotti con sé dagli « Dei » su una astronave per i servizi resi sulla Terra, siano tuttora viventi? Dovremmo esser qui in trepida attesa di un loro ritorno. 

Sulla mia agenda c'è sempre posto per un colloquio informativo col padre Mosé. Ma cos'altro ancora possiamo venire a sapere — mi domando francamente — consultando le biblioteche riservate?  

Così termina il quarto Libro di Esdra, di cui ci è vietata la lettura: « Allora Esdra fu rapito e sollevato ai luoghi dei suoi compagni, dopo che ebbe scritto tutto questo. Egli si chiama lo scrittore della scienza dell'Altissimo. »  Segnato con la dicitura « Akbar-Ezzeman MS », si trova nella biblioteca Bodleian di Oxford un manoscritto dello scrittore copto Abu'l Hassan Ma'sudi, di cui riportiamo questo brano: « Surid, un re dell'Egitto di prima del grande diluvio, fece costruire due piramidi. 

Egli ordinò ai suoi sacerdoti di deporre al loro interno il sapere delle scienze e delle sapienze. Nella grande piramide furono deposti i dati riguardanti le sfere e le figure celesti, che illustrano le stelle e i pianeti, le posizioni e i cicli, ma anche i fondamenti della matematica e della geometria. Con ciò essi restano per sempre conservati per i discendenti che sanno leggere i segni. »

Fonte : "Enigmi dal passato" di Erich Von Daniken  - Sugar edizioni -

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