mercoledì 12 settembre 2012

Antico impatto



"Tutti i popoli verso nord ebbero nome, da parte degli storici greci, di Sciti o Celtosciti, ma gli scrittori dei tempi ancora più antichi, ponendo distinzioni tra loro, chiamavano Iperborei quelli che vivevano intorno al Ponto Eusino, all’Istro e all’Adriatico" - Strabone

"Dietro quelle montagne e al di là dell’Aquilone, un popolo fortunato (se crediamo), che hanno chiamato Iperborei, vive fino a vecchiaia, famoso per leggendari prodigi. [...] Non si può dubitare di quel popolo: tanti autori tramandano che essi sono soliti inviare a Delo, ad Apollo, da loro venerato tra tutti, le primizie delle messi." - Plinio il Vecchio

Un antico testo taoista, il Lieh-tzu o Vero libro della sublime virtù del cavo e del vuoto, contiene una lunga descrizione di un paese, il regno dell’Estremo Settentrione, che si trova a nord del mare settentrionale, “non so a quante migliaia o decine di migliaia di lì dalle province centrali”.

Secondo gli insegnamenti tradizionali ripresi e sviluppati dagli autori della “cultura della Tradizione” nel ‘900, la scomparsa di Thule – la sede degli Iperborei – e lo sprofondamento di Atlantide sono connesse a spostamenti dell’asse terrestre ed alle sue implicazioni climatiche e sismiche.


In realtà il tempo non è qualcosa che si svolga uniformemente, e rappresentarlo geometricamente con una linea retta, come abitualmente fanno i matematici moderni, ne dà un’idea interamente falsata per eccesso di semplificazione. La vera rappresentazione del tempo è quella fornita dalla concezione tradizionale dei cicli che, beninteso, è essenzialmente quella di un tempo “qualificato”.

Non soltanto ciascuna fase di un qualsiasi ciclo temporale possiede una sua qualità propria che influisce sulla determinazione degli avvenimenti, ma… la stessa velocità con cui questi avvenimenti si svolgono è qualcosa che parimenti dipende da queste fasi e che, per conseguenza, è in realtà d’ordine più qualitativo che non quantitativo.

Quel che vogliamo dire è che, a seconda delle diverse fasi del ciclo, serie di avvenimenti tra loro paragonabili non si compiono in durate quantitativamente uguali; ciò appare soprattutto evidente quando si tratta di grandi cicli, d’ordine ad un tempo cosmico e umano, ed uno degli esempi più notevoli si ritrova nella proporzione decrescente delle durate rispettive dei quattro Yuga, il cui insieme forma il Manvantara”

La Tradizione Primordiale

Per Tradizione Primordiale si intende il patrimonio religioso, cultuale e sociale ,in poche parole la civiltà, del popolo degli Iperborei e soprattutto la summa sapienziale dei suoi collegi iniziatici. Gli Iperborei, lo ripetiamo, sarebbero i rappresentati una antichissima civiltà che in tempi remotissimi, nella mitica età dell’oro e comunque nell’alta preistoria (sarebbero gli antenati dei Cromagnon che dovrebbero risalire a 30.000 40.000 anni fa), abitavano nelle zone polari che all’epoca godevano di un clima delizioso.

…………

I pilastri del cielo furono infranti la terra tremò alle sue fondamenta
I cieli a settentrione scesero sempre più in basso
Il sole e la luna e le stelle mutarono il loro corso
La terra si aprì e le acque racchiuse nel suo interno proruppero e inondarono i vari paesi
L’uomo si trovava in rivolta contro il cielo e l’universo cadde in disordine
Il sole si oscurò .
I pianeti mutarono il loro corso e la grande armonia del cielo fu distrutta

Tradizione vedica

…………………

Già nell’ottocento uno studioso delle civiltà del mediterraneo il Bachofen aveva tratto le conclusioni che  le civiltà attuali erano il risultato della dialettica fra due archetipi di civiltà quella Aristocratica e quella Ginecocratica. Nei primi del ventesimo secolo, in Francia il, Guénon inizia a postulare di questa Tradizione Primordiale, Nordica, e,poco più tardi, gli fa eco, in Italia, Julius Evola.

La Tradizione

Comunque sia gli Ari, nell’invadere l’india, portarono con Sè, oltre al canglore delle spade e delle lance, una tradizione religiosa che trovò la sua espressione scritta in quella che è la più antica letteratura sacra dell’India, i Veda, soprattutto nel Rig Veda,  che sembra riflettere lo strato più antico della letteratura Vedica che  proprio per questo dovrebbe contenere gli echi della religiosità propria degli Iperborei e quindi di una religiosità che risale all’alta preistoria.

Gli Indoeuropei incontrarono però sui territori che stavano invadendo quella popolazione di origine meridionale, pochissimo conosciuta, che si potrebbe identificare con gli antenati di quella civiltà che è chiamata, dalla paleolinguistica, Subarea che era diffusa in tutto il bacino mediterraneo.

In India erano le cosiddette popolazioni pre arie o come lo chiama il Monchanin substrato dravidico.E’ interessante notare che gli ebrei, che fanno parte del ceppo Semita, negli stati più arcaici del racconto biblico hanno un rapporto assai conflittuale con gli esponenti di questa religiosità mediterranea o subarea , gli eredi della civiltà del sud.

L’origine dei Semiti è incerta la bibbia sembra rinvii all’armenia poi da li migrarono nella  mesopotamia e in genere nel mediooriente. Sembra che provengano  da siti contigui a quelli degli Indoeuropei.

Queste dunque le tre arcaiche correnti che hanno contribuito, reciprocamente fecondandosi  e rinnovandosi in sé attraverso l’apporto di veggenti, profeti, santi,  a fecondare, dopo un dialogo di un tre o quattromila anni, l’anima dell’occidente.


Spostamento dell’asse terrestre

Flavio Barbiero, ammiraglio ed esperto di giroscopi per la Nato (i giroscopi sono usati per pilotare i siluri) ha calcolato che basta l’impatto di un corpo astrale con un diametro dai cinquecento ai settecento metri per spostare l’asse terrestre di circa venti gradi. Se la Terra fosse una massa rigida il movimento precessorio dell’asse la riporterebbe nella sua posizione iniziale.

Vi sarebbero distruzioni ma l’asse di rotazione resterebbe immutato.

Il nostro pianeta invece è costituito da una sottilissima crosta dura all’esterno (circa 15 – 20 chilometri di spessore), e un’enorme massa fluida all’interno.

Questa specie di marmellata calda una volta variata la posizione dell’asse tende a mantenere il nuovo asse di rotazione verificatosi neutralizzando l’effetto di ritorno alla posizione precedente del giroscopio.

Nel caso di un impatto con un asteroide delle dimensioni riportate, o maggiori, oltre all’effetto distruttivo dell’impatto stesso, si verificherebbe quindi anche uno spostamento dell’asse terrestre.

A causa dello spostamento si avrebbe subito la rottura in più punti della crosta terrestre.La marmellata bollente tenderebbe ad uscire dalle fessura della sottilissima crosta fredda provocando terremoti ed eruzioni.

Se a questo aggiungiamo la formazione di enormi onde in grado di spazzare le terre emerse il quadro è certamente apocalittico. La meteorologia sarebbe immediatamente stravolta e si potrebbero verificare piogge di mesi e inaridimenti di zone un tempo fertili.

Ogni anno cadono sulla terra circa 12.000 corpi celesti del diametro massimo di circa un metro, ma attorno alla Terra ruotano migliaia di corpi con orbita instabile di cui alcuni di oltre 2.000 metri di diametro. Che la Terra sia un bersaglio è fuori discussione, che lo sia stato in passato, pure, le centinaia di crateri da impatto presenti sulla sua superficie lo dimostrano.

Parecchi testi antichi ci raccontano di grandi catastrofi successe nel passato: il diluvio biblico, l’epopea di Gilgamesh, la distruzione di Atlantide non sono che le più famose.In tutti questi testi si parla di onde enormi che sommergono la terra abitata, di enormi variazioni del clima; possibile che in tante parti differenti e lontane tra loro si parli delle stesse cose, quasi con le stesse parole, e tutto ciò sia solo frutto della fantasia di qualche autore?

Non è possibile che questi testi ci raccontino fatti realmente avvenuti che cambiarono il corso della storia della Terra e dell’uomo? Tutte le antiche culture ci parlano di un tempo in cui sulla Terra c’era l’eterna primavera.

Come avrebbe dovuto essere la Terra per avere l’eterna primavera? Semplicemente con l’asse perpendicolare al piano dell’eclittica. In queste condizioni non sarebbe esistita la possibilità di avere un’illuminazione differente, e quindi un riscaldamento differente, nelle varie zone della Terra e la meteorologia sarebbe stata molto più semplice e stabile. 

Lo scioglimento dei ghiacci che fino a dodicimila anni fa coprivano il Canada ha provocato quell’enorme accumulo di laghi e fiumi che lo caratterizza. C’è solo un’altra zona della Terra dove esistono le stesse condizioni idrogeologiche da scioglimento dei ghiacci: le piccole isole di Macquarie e Heard, esattamente agli antipodi del Canada!

L’unica spiegazione che io ho trovato a ciò è che fino a dodicimila anni fa l’asse terrestre non fosse nella sua posizione attuale ma spostato di circa ventitre gradi (stesso valore dell’inclinazione sul piano dell’eclittica) in modo da passare sulla Groellandia e sul Grande Antartide.

In queste condizioni tutta la Siberia sarebbe stata libera dai ghiacci e con un clima temperato tale da permettere la vita ad uomini ed animali.


Noi del Progetto Atlanticus ci spingiamo oltre, sostenendo che l'impatto con l'asteroide che causò lo spostamento dell'asse terrestre descritto così sapientemente da Carlo Brevi, fu provocato dal transito di Nibiru, il pianeta citato dalla mitologia sumera.

Un Nibiru che non passa così vicino alla Terra come ipotizzava Sitchin, ma che è sufficiente a perturbare le orbite di asteroidi e/o comete e proiettarle verso le orbite interne del sistema solare.

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